Cinema del coraggio per sconfiggere il dolore

Gazzetta di Mantova 9 Febbraio 2014

 

L’attesa della morte non è un tempo da sprecare, può essere ricco di sentimenti, di ricordi profondi per chi resta. «Ma se la morte viene rimossa, è come un treno che ci travolge, ancora più difficile da accettare. Serve un lavoro culturale, altrimenti la malattia diventa intollerabile e la morte ingestibile» dice Luciano Orsi, responsabile del servizi di cure palliative dell’ospedale Poma, che assiste nell’hospice o a domicilio. Con i farmaci, lo psicologo e l’aiuto dei volontari. E dalla rete “cure palliative” del Poma arriva la proposta di una rassegna di film. «L’arte cinematografica - spiega Orsi - sa riflettere sul tempo ultimo della vita, senza negare ironia e divertimento come succede anche da noi, dove ci sono il dolore, anche straziante, ma non l’annientamento».

I film, scelti insieme ad Alessandro Della Casa del Carbone, saranno proposti al cinema Oberdan in tre mercoledì alle 21.15 il 12 febbraio, 5 marzo e 9 aprile. Il primo, “Noi non siamo come James Bond” del 2012 è opera di Mario Balsamo e Guido Gabrielli, che realmente sono usciti da un cancro. Partono on the road per l’Italia, James Bond era il loro mito, sempre vincente, e cercano di incontrare Sean Connery.

Il secondo film, “50 e 50”, del 2011, di John Levin, è americano. Un giovane deve decidere se affrontare un cancro, con metà possibilità di salvarsi. E’ l’occasione per rivedere le priorità, affettive ed esistenziali, della sua vita. Infine, “Two weeks”, di Steve Stockman del 2006, con l’attrice Sally Fields, racconta le ultime due settimane di una donna che vuole riavere accanto a sè i figli e il compagno. Uomini che arrivano da città diverse, con mentalità differenti. «Un film bellissimo, molto realistico, l’interprete è di una bravura mostruosa» osserva il dottor Orsi. «Del resto sono passati i tempi di Voglia di tenerezza, per piangere tutto il film. Dalla stanza del figlio a Mare dentro, Lo scafandro e la farfalla, il giapponese Departure, fino a Million Dollar Baby il tema della morte e della malattia grave entra in film di successo. Anche nell’ultimo I segreti di Osage County, c’è Meryl Streep, la madre con il cancro».

La rassegna è stata presentata da Orsi e Della Casa con la caposala dell’hospice Rossana Sogli, la responsabile infermieristica della rete cure palliative Rosy Cabarcas, Barbara Speziali, coordinatrice infermieristica per l’assistenza domiciliare. Per i volontari: Attilio Anserini, Iom, e Bianca Beltrame, associazione Maria Bianchi. (maf)

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