AL CAMPIANI » SERATA PER IL REPARTO CURE PALLIATIVE

Dalla Gazzetta di Mantova del 16 Giugno 2015

AL CAMPIANI » SERATA PER IL REPARTO CURE PALLIATIVE

Musica e parole per un inno alla vita
Note e letture sul tema della perdita e dell’assenza da affrontare senza un carico di angoscia

Un brindisi "alla vita pie­na": è quello che il mari­to propone alla moglie ammalata di Alzheimer. Sono invecchiati, cambiati, insieme, e non c'è ipocrisia in quel por­gere il calice verso l'altro. 
E' uno dei momenti più intensi e romantici (perché no?) dello spettacolo andato in scena do­menica sera nel cortile del Campiani, per iniziativa dello stesso Conservatorio insieme al Centro Cure palliative, Iom, Oltre la siepe, Cortile dei gentili e associazione Maria Bianchi.

Un percorso di letture e mu­sica davvero bello, con testi letti da Giovanna Maiesta e Giulia­no Turone, e i giovani artisti del conservatorio: il pianista Loren­zo Ducange e l'Eccetera Saxophone Quartet, formato da Laura Chittolina, Marco Rizzi, Gabriele Zardo e Giampaolo Et­tari.

Uno spettacolo voluto, in particolare, dal primario delle cure palliative Luciano Orsi, con la dottoressa Paola Aleotti e tutta l'equipe. Volti sorriden­ti,! loro, di chi sa stare vicino al­le persone al termine della vita e che ha imparato quanta ric­chezza ci sia in quel tempo fina­le che non è inutile, ma pieno di sofferenzae talvolta di gioia e di affetti. Semmai è proprio la capacità di non fuggire che va coltivata, per se stessi e per le persone che si amano affinché - ha esordito in apertura il dot­tor Orsi - la perdita non aggiun­ga al dolore che la accompagna un altro carico di angoscia, che nasce dall'aver sempre rimos­so. “La morte arriva e anche se indaffarati, per lei il tempo lo dobbiamo trovare” ha scritto un altro degli autori scelti da Or­si e Carla Nicolini, e preparati in forma di lettura dalla regista Giovanna M aresta.

«Non si è capaci - ha detto Orsi - di esprimere l'importan­za della perdita, dell'assenza, del fine vita. Ma l'arte lo sa fare, ed eccoci stasera ad ascoltare prosa e musica».

Brani da A cuore aperto di Elie Wiesel, Sulla malattia di Virginia Woolf, l'emozionante racconto di Lisa Genova, Still Alice, da cui è stato tratto l'omo­nimo film con protagonista Julianne Moore, proposto nella serie organizzata dalle Cure pal­liative. E ancora Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio, Mar­guerite Yourcenar, Le memorie di Adriano e Seneca, La brevità della vita.

“Non conosci la tua anima, come puoi conoscere quella di un altro?”. Anche frasi come questa e altre riflessioni che si sono ascoltate hanno portato molti presenti a ricordare con serenità persone perdute o a ri­dare alla decadenza di un pro­prio genitore il senso che tatti riconobbero a Wojtyla sofferen­te. Coinvolgente, poi, lo sfogo della scienziata che si accorge dell'Alzheimer che avanza e rimpiange che non sia un tu­more con il quale la lotta sareb­be più a viso aperto.

La musica dei sax e del piano­forte si sono alternate come una naturale prosecuzione del pensiero, delle emozioni, con musiche di Nyman, Milhaud, Ligeti e Barber. Prima sotto il portico, con il fascino che tra­smette il poter vedere da vicino suonatori esibirsi con i loro strumenti; nel finale, invece, l1 Eccetera ha suonato dentro all'auladeU'organo dalla perfet­ta acustica. Così che la musica, dolcissima, arrivava da un altro spazio vicino ma inaccessibile.

Maria Antonietta Filippini

 

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