Pazienti-artisti in Oncologia al Poma con il progetto di Terapeutica Artistica dell’Accademia di Brera

MANTOVA, 22 lug. - L'Altra Mantova

Gli spazi della struttura di Oncologia del "Carlo Poma", diretta da Maurizio Cantore, si sono arricchiti di una nuova, stimolante iniziativa: dopo il consolidamento dell'esperienza di "Donatori di Musica" che porta grandi concertisti ad esibirsi in una delle sale d'attesa del reparto, è stata la volta del laboratorio artistico, condotto dagli allievi del Biennio specialistico di Teoria e Pratica della Terapeutica Artistica dell'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano e dalla direttrice, professoressa Tiziana Tacconi.

La presentazione dell'iniziativa si è tenuta martedì mattina, 21 luglio, presso la struttura di Oncologia del "Poma" con la partecipazione del dottor Maurizio Cantore accompagnato dai componenti dello staff del reparto, della psicologa Chiara Iridile, della professoressa Tiziana Tacconi e degli studenti di Brera che hanno partecipato al progetto coordinato da Ottavio Mangiarini.

Questa forma di attività partecipativaè nata dieci anni fa con il laboratorio "Segni di arte in oncologia" che si è svolta all'Ospedale Civico di Carrara con l'allora primario Maurizio Cantore.

Da quel momento, come ha ricordato Tiziana Tacconi, si sono moltiplicati in tutta Italia questi laboratori terapeutici volti alla diffusione dell'ideale di opera condivisa.

Momenti di straordinaria importanza per dare vita all'espressione artistica che nasce anche dal contesto della malattia, proponendo azioni concrete capaci di riempire il momento drammatico dell'attesa, di alimentare e stimolare laprogettualità di chiunque si trovi coinvolto nell'esperienza umana della lotta per la salute.

Nella struttura di Oncologia del "Carlo Poma" il laboratorio si è svolto con cadenza settimanale nei giorni di lunedì, martedì e mercoledì con una durata complessiva di otto cicli di incontri a partire dal mese di maggio fino a metà del mese di luglio, nei locali destinati all'attesa coinvolgendo pazienti, familiari e operatori.

Aperta alla libera partecipazione, l'attività creativa si è concretizzata con l'utilizzo della tecnica della xilografia, con lo scavo del linoleum, seguito dalla fase di stampa, attraverso un torchio, di soggetti astratti.

Gli studenti, guidati dal responsabile del progetto Ottavio Mangiarini, hanno scoperto sensibilità inattese nei partecipanti, ottenendo ottimi risultati sia a livello estetico sia a livello di esperienza e testimonianza.

Nel mese di settembre, a conclusione del laboratorio, verrà inaugurata una mostra a Mantova con l'obiettivo di aprire all'esterno dell'ambiente ospedaliero l'immagine della creatività che nasce feconda e particolarmente espressiva nei luoghi di cura.

Sarà anche un momento di ricerca di sostegno concreto per la pubblicazione di tesi inerenti l'esperienza, cui seguirà la collocazione in reparto delle opere dei pazienti e dei collaboratori.

Il progetto, nato grazie al sostegno del direttore dell'Oncologia Maurizio Cantore e dello IOM (Istituto Oncologico Mantovano), si è chiamato FORMAE URBIS ed è stato un percorso libero e gratuito finalizzato a una presa di coscienza e conoscenza del sé che trasformino il pressante spazio dell'attesa in una condizione nuova e viva.

La filosofia posta alla base di questa iniziativa è stata, come per "Donatori di Musica", quella di creare l'opportunità di sfruttare il linguaggio artistico e le sue potenzialità come strumento di comunicazione e condivisione, in grado di porre i professionisti e i pazienti con i loro congiunti sullo stesso piano, spogliati dei loro ruoli.

Il lavoro è stato accompagnato da uno studio prospettico condotto dalla psicologa di reparto Chiara Iridile, con l'obiettivo di valutare l'efficaciaterapeutica dell'intervento artistico, attraverso questionari somministrati ai partecipanti sia all'inizio che alla fine dell'attività.

(g. m. p.)

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