Progetti e Attività IOM - Progetto Musicoterapia

 

PROGETTO   MUSICOTERAPIA

Obiettivi

L’obiettivo primario della musicoterapia in cure palliative è quello di promuovere il benessere dell’individuo in termini di armonia ed equilibrio. Il benessere, l’armonia e l’equilibrio possono essere intesi anche come la gestione e la percezione del dolore, il gestire l’ansia e l’umore, la difficoltà comunicativa, il senso di afflizione e la percezione della realtà.            La musica è stata definita come uno stimolo "distrattore" che impedisce la trasmissione di informazione e conseguentemente altera la percezione del dolore.   
Questi obiettivi si possono raggiungere attraverso le emozioni e i ricordi in quanto, permette al paziente di ridefinire la propria identità personale per dare un senso alla vita gustando la gioia di sentirsi qualcuno per qualcuno.

Secondo Piera Bagnus l’obiettivo primario si può anche suddividere in tre aree:

Livello fisico
- facilitare il rilassamento muscolare
- influire sulla componente psicologica della percezione del dolore, innalzando la soglia di sensibilità
- migliorare la quantità/qualità del sonno e del riposo

Livello psicologico
- tutelare la fragilità del paziente
- contenere ansie
- superare atteggiamenti depressivi e tendenze distruttive
- potenziare l’adattamento alla malattia
- innalzare il tono dell’umore
- raggiungimento di uno stato di equilibrio ed armonia interiore
- facilitare la decodificazione – regolazione delle emozioni
- permettere la condivisione di messaggi difficili attinenti le preoccupazioni, i dubbi, la rabbia e la paura
- rafforzare il senso d’identità
- sostenere l’autostima
- recuperare e valorizzare i vissuti e le esperienze personali
- stimolare il paziente alla costruzione della propria autobiografia ed alla rilettura in chiave positiva della vita trascorsa     utilizzando i ricordi suscitati dall’esperienza musicale
- offrire nuove opportunità di attenzione ed interesse rispetto alla malattia ed alla noia di giornate sempre uguali
- promuovere la creatività

Livello sociale
- aprire nuovi canali di comunicazione mediante l’utilizzo del mediatore suono/musica e le strategie proprie della comunicazione non verbale
- rendere più aperta e sincera la comunicazione con familiari ed amici
- rafforzare legami affettivi significativi
- promuovere e rafforzare lo sviluppo di nuove relazioni interpersonali

Materiale

Il materiale utilizzato è molto vario ma specifico per le attività e per i vari obiettivi elencati. Principalmente si lavorerà sulle canzoni che rievocando ricordi ed emozioni.
Le canzoni di base utilizzate saranno del repertorio popolare ed evergreen, e a sostegno sarà utilizzato uno strumentario composto da chitarra, tastiere, strumenti a piccola percussione come tamburi, djambe e altri strumenti etnici.    
A supporto dell’attività si possono utilizzare anche CDs audio con musiche che spaziano nei diversi generi musicali (classico, popolare, opera, ecc…).

Inoltre potrà essere utilizzata una prassi di tipo olistica che sfrutta la forza sonora e vibrazionale delle campane tibetane, attraverso il Massaggio Sonoro secondo il Metodo Peter HessÒ. Le campane in questione sono state studiate per essere utilizzate in ambiti terapeutici come semplici elementi di rilassamento, come strumenti per rendere l’utente consapevole del proprio corpo, come strumento ludico, nonché catalizzatori di emozioni che aprono le porte ai ricordi.
Le campane tibetane rientrano nella famiglia degli strumenti non convenzionali; il loro carattere estraneo, toglie inibizione causata da certi condizionamenti culturali, lasciando libera la persona di esprimere fantasie e capacità creative. 
Nell’incontro, infatti, gli strumenti non convenzionali vengono esplorati con curiosità, alla ricerca di qualcosa di congeniale che risponde alle esigenze espressive e comunicative del singolo utente.

Modalita’

“La musica di certo è un importante aiuto psicologico e morale che insegna a guardare ed accettare il traguardo naturale e necessario dell’esistenza, forse con una maggiore armonia interiore privata dall’umana angoscia che caratterizza questa presa di coscienza”
(U. Veronesi).

Le modalità sono molteplici e dipendono da vari fattori come a chi è riferito, al singolo o al gruppo, allo stato di avanzamento della patologia, al livello culturale, ecc.

Nelle cure palliative l’obiettivo principale è quello del benessere della persona e il primo approccio musicoterapico si ottiene attraverso l’uso della semplice canzone che può dare un primo canale di comunicazione e di relazione tra le persone coinvolte. La canzone può variare dalla semplice genere popolare a canzoni evergreen, come anche musiche classiche, orchestrali e opere.      
Attraverso queste musiche, si attivano vari processi da quello emotivo al ricordo. Con questi feedback si possono ottenere varie risorse per procedere con altre attività e proporre uno o più  percorsi, nel quale gli obiettivi elencati in precedenza vengono raggiunti.

La musica, in questa prima fase “la canzone”, oltre ad essere solamente cantata, permette di far suonare con semplici strumenti, tutte le persone coinvolte in questi incontri. Oltre ai pazienti ricoverati in hospice c’è da ricordare che sono coinvolti i parenti, i familiari e chiunque è presente e vuole partecipare all’attività, senza nessun obbligo.          
Il suonare strumenti di semplice approccio e di facile uso, permette di aumentare la propria autostima di chi è coinvolto.
Via via andando avanti con gli incontri, si prende sempre più confidenza con lo strumentario e con la propria voce, che non sempre viene esposta da parte delle persone, con facilità ed immediatezza.

La confidenza acquisita permetterà di intensificare i momenti rendendo sempre più partecipi e più protagonisti le persone coinvolte.       

La fase successiva si suddivide in varie direzioni in base alle risposte che danno le persone/pazienti e i loro familiari e in base all’obiettivo che si pone per l’incontro o la serie di sedute.
L’improvvisazione è una intensificazione dell’attività in quanto ogni persona/paziente, dopo aver preso sicurezza con il materiale usato e dato un input ritmico, uno melodico, o un tema iniziale, può dare sfogo alla propria creatività creando un momento di composizione estemporanea di gruppo o singolo.          

Un altro lavoro che può essere sfruttato è quello della composizione di una canzone. I pazienti, facilitati nel compito, si rendono partecipi di un momento creativo molto intenso perché si passa dalla scrittura del testo, al scrivere o comporre la melodia e infine nella esecuzione della canzone composta.

Ulteriore attività, che va dosata in base alle capacità delle persone ricoverate, è quella della costruzione di strumenti musicali con elementi di riciclo.

Questo può essere sicuramente un momento di ritrovo delle proprie capacità residue e non, e un incentivo per l’autostima in quanto le persone sono coinvolte direttamente in una attività manuale e il risultato che si ottiene, gratifica il lavoro svolto.

TEMPO DA DEDICARE : il tempo per svolgere questa attività è di una mattina/pomeriggio alla settimana.

COSTI:  A carico dell’Istituto Oncologico Mantovano

Informazioni aggiuntive