Progetti e Attività IOM - Progetti Realizzati nel corso del 2012 in continuazione per l'anno 2013

L’ Istituto Oncologico Mantovano al fine di realizzare il conseguimento dei propri fini istituzionali, ha progettato e finanziato  in collaborazione con la direzione della Struttura Complessa Cure Palliative (UOCP) un nuovo percorso formativo rivolto al personale sanitario del reparto hospice.

CORSO DI APTONOMIA :  APPROCCIO ALLA TECNICA DEL CON-TATTO

L’aptonomia (dal greco hapsis “tocco" e nomos "regola") può essere definita come tecnica del contatto attraverso l'affettività. Iniziata circa 50 anni fa dal medico Frans Veldamn è stata applicata, per lungo tempo, al bambino al momento della nascita ossia all'alba della vita. Da più di 10 anni è utilizzata con risultati molto soddisfacenti per un'altra epoca della vita, quella del tramonto.Il tatto come ricorda Lucrezio è il senso più antico, è il senso del corpo intero.E' il primo a svilupparsi e sta alla base della percezione sensoriale. Il tatto è l'organo di senso legato alla pelle e alla superficie del corpo ma, contrariamente alla vista e all'udito, ci fa sentire le cose “ all'interno " di noi stessi. La pelle è l'organo attraverso il quale possiamo conoscere, memorizzare, valutare e registrare tutte le percezioni a partire dal concepimento conservandone l'impronta.Il contatto fisico, dunque, è un bisogno fondamentale per la persona e lo è tanto più per un malato: toccando un malato non ne consideriamo solo il corpo bensì la corporeità animata da sensazioni, sentimenti, emozioni. L'aptonomia perciò non è solo una tecnica del massaggio, del tocco bensì un modo che trasforma la vicinanza in dialogo, in reciprocità in grado di conferire rispetto, ascolto, accudimento alla persona. Per queste ragioni può trovare uno spazio importante nell'ambito dell'equipe multidisciplinare di cure palliative che agisce in quella fase della vita in cui non si può più guarire ma si può ancora fare molto per la persona malata.Alla base dell'aptonomia, come si è detto, vi è il contatto con l'altro che deve essere sempre all'insegna della trasparenza e della non invadenza. In campo sanitario è una sorta di "terapia del benessere" che ha lo scopo di:

umanizzare un ambiente spesso connotato da dolore, angoscia, fatica

facilitare l'ascolto del proprio corpo

aumentare la consapevolezza del proprio corpo

aiutare ad accettare i cambiamenti del corpo

favorire il rilassamento

migliorare la respirazione

decontrarre la muscolatura

Al fine di introdurre il personale a questa terapia del contatto è stato organizzato un corso di formazione rivolto a medici, infermieri, OSS delle cure palliative della durata di 8 incontri Obiettivo generale dell'attività formativa:• integrare e armonizzare il gesto di cura attraverso la pratica del contatto e del massaggio sperimentando direttamente le varie tecniche su se stessi.

PROGETTO PER LA CREAZIONE DI UN LABORATORIO DI ESTETICA DESTINATO ALLE DONNE PROVATE DALLE CURE ONCOLOGICHE

"la vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo"

PREMESSA

I progressi  compiuti negli ultimi anni in ambito oncologico stanno consentendo non solo un sensibile miglioramento  nella cura delle malattie neoplastiche con un prolungamento delle aspettative di sopravvivenza e di intervalli liberi da malattia, ma anche un controllo più efficace delle  complicanze e degli effetti collaterali dei trattamenti.

Nelle malattie oncologiche, e in particolare, nei tumori che colpiscono le donne, la qualità della vita è  considerata un aspetto determinante che può arrivare a ricadere  anche  sull’efficacia della terapia stessa.

Dati sempre più significativi suggeriscono come la percentuale di sopravvivenza sia strettamente correlata oltre che alle terapie specifiche anche all'atteggiamento psicologico con cui la persona si pone nei confronti della patologia.

Se il tempo si dilata e il margine di guarigione diventa rilevante assume allora un ruolo centrale nella gestione e nell'assistenza quotidiana il concetto di QUALITA' DI VITA, che richiede di essere articolato in prassi operative quotidiane allo scopo di conferirgli concretezza e  spessore.

E' constatazione comune e condivisa come la condizione di malattia ponga la persona di fronte a gravi problemi  di natura fisica, ma anche di natura psicologica quali:

  • l'autopercezione,
  • l'immagine di sé,
  • l'autostima

sottoposte, durante il percorso terapeutico-assistenziale, a forti pressioni emotive.

Diventa fondamentale quindi mantenere un buon  livello di autostima perché la persona possa ri-costruire una propria identità personale in grado di integrare il danno derivato dalla malattia in una nuova immagine di sé.

Per le donne provate dalle cure è importante trovare o ritrovare la propria immagine, non rinunciare alla propria femminilità, vivere la quotidianità senza sentirsi "diverse": queste sono le coordinate entro le quali progettare un laboratorio estetico.

Il Progetto intende essere un’azione concreta per le donne, in questa particolare condizione di malattia oncologica.

OBIETTIVI:

  • aiutare a riacquistare benessere
  • recuperare fiducia nel proprio aspetto fisico
  • valorizzare la bellezza
  • potenziare l’energia e la forza psichica

CONDIZIONI ORGANIZZATIVE:

  1. Professionisti coinvolti: si prevede il coinvolgimento di due estetiste che hanno acquisito nel loro curriculum professionale, una competenza specifica con pazienti oncologici e hanno implementato analoghe esperienze. Per il sostegno e supervisione del progetto, vengono coinvolte le due psiconcologhe  che attualmente prestano servizio presso la Unità Operativa di Cure Palliative e la Psiconcologa[1] in servizio presso l’Unità Operativa di Oncologia Medica. Il suddetto personale è vincolato, come di norma, al segreto professionale e alle norme che regolano l’esercizio professionale in Azienda. Tuttavia, si ritiene opportuno segnalare che per quanto riguarda il vincolo  delle estetiste, questo è direttamente legato all’Istituto Oncologico Mantovano[2], mentre  le psiconcologhe delle Cure Palliative svolgeranno il loro lavoro all’interno del rapporto lavorativo attualmente in essere con l’Azienda.
  2. Locali: E’ previsto l’utilizzo di una stanza presso la sede dello IOM in quanto il locale è di diretto e facile accesso dall’esterno  e si trova in un luogo “neutro” rispetto alle Unità Operative di Cure Palliative e Oncologia;  la frequenza di utilizzo (2/3 ore settimanali), non interferisce  con l’attività dell’Istituto Oncologico Mantovano in quanto si tratta di una stanza indipendente, c) i miglioramenti estetici pensati per ospitare tale laboratorio (due tromp l’oeil), non inficiano il suo utilizzo che, anzi ne ha un beneficio estetico; d) i materiali di make up e acconciatura lasciati in loco, non costituiscono ingombro e non influiscono sulla agibilità del locale, che diventerebbe più accogliente per gli abituali destinatari e forse più frequentato.
  3. Il laboratorio di estetica: il laboratorio fornisce informazioni, consigli pratici per migliorare il proprio aspetto  fisico sia dal punto di vista della cura della pelle, del trucco e della capigliatura.
  4. Modalità di divulgazione / target: il progetto si rivolge a donne che stanno attraversando i hanno attraversato la malattia oncologica e verrà divulgato dalla Struttura Comunicazione dell’Azienda Ospedaliera “Carlo Poma”, tramite una conferenza stampa per il lancio del progetto e di locandine e manifesti, già condivise con la predetta Struttura.
  5. Finanziamento: Gli oneri economici sono totalmente a carico dello IOM
  6. Gruppo di progetto: Attilio Anserini, Luciano Orsi, Enrico Aitini, Rocio Cabarcas, Paola Aleotti, Alessia Sempreboni, Marina Carretta


[1] Rapporto lavorativo con IOM Onlus

[2] nell’ambito della relazione di volontariato .

Informazioni aggiuntive