Progetti e Attività IOM

“VALORIZZIAMO IL TEMPO DEL MALATO IN CURE PALLIATIVE E IN ONCOLOGIA”

Progetto per il sostegno delle attività diversionali e la ricerca ad esse collegate, in Cure Palliative e in Oncologia.

GRUPPO DI PROGETTO: ABRAMO METTA, ATTILIO ANSERINI, BARBARA SPEZIALI, ILENIA ZANARDI, LUCIANO ORSI,MAURIZIO CANTORE, PAOLA ALEOTTI, ROCIO CABARCAS, ROSSANA SOGNI, LAURA RIGOTTI

Gli oneri economici sono totalmente a carico dello IOM

INTRODUZIONE

L’attesa ha un tempo ed uno spazio che negli ospedali è generalmente grigio, pieno di ansia per ciò che deve succedere. Nelle oncologie e nei reparti di cure palliative, questo tempo e questo spazio assumono ancora di più i  sapori dell’inquietudine e della disperazione.

Nella sua presentazione del documento “La valorizzazione del tempo in cure palliative”, Luca Moroni, presidente della federazione Italiana di Cure Palliative scrive: “prendersi cura del tempo dei malati e delle loro famiglie è sempre di più una responsabilità percepita nei contesti di Cure Palliative. In una condizione di malattia inguaribile il tempo rischia di essere uno spazio sospeso, condizionato dalla progressiva perdita di funzioni e di autonomia. Ne derivano spesso condizioni di solitudine, isolamento e istituzionalizzazione, talvolta nella frustrante attesa di un impossibile miglioramento clinico. Allo stesso modo il tempo può assumere senso, valore, importanza, proprio in ragione dei limiti che caratterizzano l’esperienza di malattia”.

Con questo progetto nato dalla indispensabile collaborazione tra oncologi e palliativisti, si vuole riempire di emozione,  vita e colore questo passaggio sia esso di pochi attimi o di lunghi periodi.

In questo contesto si inseriscono le attività diversionali che rappresentano un gruppo di tecniche che condividono un’ipotesi di base secondo cui una modificazione dello stato psicologico può ripercuotersi positivamente sullo stato più propriamente organico, esercitando un’azione positiva sulla componente psicologica/mentale attraverso il coinvolgimento della componente “corporea”. Le attività diversionali rappresentano un particolare modello del rapporto mente/corpo.

Il progetto, realizzato in partnership con lo IOM, si propone di recuperare in modo sistematico, le attività diversionali che finora sono state eseguite in Oncologia e in Cure Palliative in modo a sé stante per incorporarle in un'unica cornice affinché il tempo e lo spazio si prefigurino come esperienza dotata di valore individuale, offrendo la possibilità di liberare le paure e il desiderio di vita che animano ogni paziente. Il tempo può diventare così proposta che valorizza la persona e la sua storia. Le attività diversionali diventano così “lo spazio “ che accoglie  insieme il malato, la famiglia, gli operatori e i volontari; è lo spazio  dello stare insieme a condividere e lasciare esprimere la propria soggettività.

Finalità:

  1. Favorire un miglioramento della qualità di vita;
  2. Favorire un effetto rilassante e  riequilibrante per uno stato di maggiore calma e serenità mentale;
  3. Favorire un accrescimento della consapevolezza della propria realtà
  4. Favorire un distacco emotivo anche se temporaneo da situazioni particolarmente stressanti (preoccupazioni per la chemioterapia ecc.) controllo dell’ansia e dello stress;
  5. Facilitare la comunicazione e la relazione tra malati e operatori sanitari.

OBIETTIVI DEL PROGETTO

  1. Proporre uno spazio interattivo strutturato, definito a malati e loro congiunti che permetta di valorizzare e dare senso al tempo e allo spazio;
  2. Coinvolgere operatori, volontari e  professionisti delle attività diversionali nella costruzione e manutenzione  di tale spazio in modo da offrirlo ai malati e alle loro famiglie;
  3. Condividere con gli operatori e volontari e consolidare il pensiero che le attività diversionali sono uno strumento di “cura” e come tale è “tempo di cura”.
  4. Elaborare e attuare un protocollo di ricerca collegato alle attività assistite con animali.

METODOLOGIA

Il progetto si avvale delle attività diversionali di seguito descritte nei sottoprogetti in allegato,  introducendole in Hospice  e in Oncologia come facenti parte del progetto di presa in carico globale del malato e famiglia. Tali attività vengono classificate in tecniche di rilassamento (reiki, musicoterapia, aptonomia, tecniche di respirazione) e attività occupazionali (arte terapia, attività assistite con animali; lettura e scrittura creativa).

Queste attività avranno un inizio graduale fino al completo inserimento nel programma; nello stesso tempo verranno valutare altre attività diversionali da incorporare eventualmente in itinere.

FATTIBILITA’ E COSTI

Il progetto beneficia del patrocinio dell’Istituto Oncologico Mantovano. Alcune delle attività diversionali saranno svolte da volontari esperti in materia, dell’Istituto Oncologico Mantovano ad esempio REIKI mentre altre saranno svolte a titolo gratuito come i pomeriggi di lettura; I costi eventuali  (a carico dello IOM) riguardano le attività assistite con animali in quanto è necessario avvalersi da un conduttore e il suo cane;  l’arteterapia per i materiali necessari e la musicoterapia.


 

PROGETTO   MUSICOTERAPIA

Obiettivi

L’obiettivo primario della musicoterapia in cure palliative è quello di promuovere il benessere dell’individuo in termini di armonia ed equilibrio. Il benessere, l’armonia e l’equilibrio possono essere intesi anche come la gestione e la percezione del dolore, il gestire l’ansia e l’umore, la difficoltà comunicativa, il senso di afflizione e la percezione della realtà.            La musica è stata definita come uno stimolo "distrattore" che impedisce la trasmissione di informazione e conseguentemente altera la percezione del dolore.   
Questi obiettivi si possono raggiungere attraverso le emozioni e i ricordi in quanto, permette al paziente di ridefinire la propria identità personale per dare un senso alla vita gustando la gioia di sentirsi qualcuno per qualcuno.

Secondo Piera Bagnus l’obiettivo primario si può anche suddividere in tre aree:

Livello fisico
- facilitare il rilassamento muscolare
- influire sulla componente psicologica della percezione del dolore, innalzando la soglia di sensibilità
- migliorare la quantità/qualità del sonno e del riposo

Livello psicologico
- tutelare la fragilità del paziente
- contenere ansie
- superare atteggiamenti depressivi e tendenze distruttive
- potenziare l’adattamento alla malattia
- innalzare il tono dell’umore
- raggiungimento di uno stato di equilibrio ed armonia interiore
- facilitare la decodificazione – regolazione delle emozioni
- permettere la condivisione di messaggi difficili attinenti le preoccupazioni, i dubbi, la rabbia e la paura
- rafforzare il senso d’identità
- sostenere l’autostima
- recuperare e valorizzare i vissuti e le esperienze personali
- stimolare il paziente alla costruzione della propria autobiografia ed alla rilettura in chiave positiva della vita trascorsa     utilizzando i ricordi suscitati dall’esperienza musicale
- offrire nuove opportunità di attenzione ed interesse rispetto alla malattia ed alla noia di giornate sempre uguali
- promuovere la creatività

Livello sociale
- aprire nuovi canali di comunicazione mediante l’utilizzo del mediatore suono/musica e le strategie proprie della comunicazione non verbale
- rendere più aperta e sincera la comunicazione con familiari ed amici
- rafforzare legami affettivi significativi
- promuovere e rafforzare lo sviluppo di nuove relazioni interpersonali

Materiale

Il materiale utilizzato è molto vario ma specifico per le attività e per i vari obiettivi elencati. Principalmente si lavorerà sulle canzoni che rievocando ricordi ed emozioni.
Le canzoni di base utilizzate saranno del repertorio popolare ed evergreen, e a sostegno sarà utilizzato uno strumentario composto da chitarra, tastiere, strumenti a piccola percussione come tamburi, djambe e altri strumenti etnici.    
A supporto dell’attività si possono utilizzare anche CDs audio con musiche che spaziano nei diversi generi musicali (classico, popolare, opera, ecc…).

Inoltre potrà essere utilizzata una prassi di tipo olistica che sfrutta la forza sonora e vibrazionale delle campane tibetane, attraverso il Massaggio Sonoro secondo il Metodo Peter HessÒ. Le campane in questione sono state studiate per essere utilizzate in ambiti terapeutici come semplici elementi di rilassamento, come strumenti per rendere l’utente consapevole del proprio corpo, come strumento ludico, nonché catalizzatori di emozioni che aprono le porte ai ricordi.
Le campane tibetane rientrano nella famiglia degli strumenti non convenzionali; il loro carattere estraneo, toglie inibizione causata da certi condizionamenti culturali, lasciando libera la persona di esprimere fantasie e capacità creative. 
Nell’incontro, infatti, gli strumenti non convenzionali vengono esplorati con curiosità, alla ricerca di qualcosa di congeniale che risponde alle esigenze espressive e comunicative del singolo utente.

Modalita’

“La musica di certo è un importante aiuto psicologico e morale che insegna a guardare ed accettare il traguardo naturale e necessario dell’esistenza, forse con una maggiore armonia interiore privata dall’umana angoscia che caratterizza questa presa di coscienza”
(U. Veronesi).

Le modalità sono molteplici e dipendono da vari fattori come a chi è riferito, al singolo o al gruppo, allo stato di avanzamento della patologia, al livello culturale, ecc.

Nelle cure palliative l’obiettivo principale è quello del benessere della persona e il primo approccio musicoterapico si ottiene attraverso l’uso della semplice canzone che può dare un primo canale di comunicazione e di relazione tra le persone coinvolte. La canzone può variare dalla semplice genere popolare a canzoni evergreen, come anche musiche classiche, orchestrali e opere.      
Attraverso queste musiche, si attivano vari processi da quello emotivo al ricordo. Con questi feedback si possono ottenere varie risorse per procedere con altre attività e proporre uno o più  percorsi, nel quale gli obiettivi elencati in precedenza vengono raggiunti.

La musica, in questa prima fase “la canzone”, oltre ad essere solamente cantata, permette di far suonare con semplici strumenti, tutte le persone coinvolte in questi incontri. Oltre ai pazienti ricoverati in hospice c’è da ricordare che sono coinvolti i parenti, i familiari e chiunque è presente e vuole partecipare all’attività, senza nessun obbligo.          
Il suonare strumenti di semplice approccio e di facile uso, permette di aumentare la propria autostima di chi è coinvolto.
Via via andando avanti con gli incontri, si prende sempre più confidenza con lo strumentario e con la propria voce, che non sempre viene esposta da parte delle persone, con facilità ed immediatezza.

La confidenza acquisita permetterà di intensificare i momenti rendendo sempre più partecipi e più protagonisti le persone coinvolte.       

La fase successiva si suddivide in varie direzioni in base alle risposte che danno le persone/pazienti e i loro familiari e in base all’obiettivo che si pone per l’incontro o la serie di sedute.
L’improvvisazione è una intensificazione dell’attività in quanto ogni persona/paziente, dopo aver preso sicurezza con il materiale usato e dato un input ritmico, uno melodico, o un tema iniziale, può dare sfogo alla propria creatività creando un momento di composizione estemporanea di gruppo o singolo.          

Un altro lavoro che può essere sfruttato è quello della composizione di una canzone. I pazienti, facilitati nel compito, si rendono partecipi di un momento creativo molto intenso perché si passa dalla scrittura del testo, al scrivere o comporre la melodia e infine nella esecuzione della canzone composta.

Ulteriore attività, che va dosata in base alle capacità delle persone ricoverate, è quella della costruzione di strumenti musicali con elementi di riciclo.

Questo può essere sicuramente un momento di ritrovo delle proprie capacità residue e non, e un incentivo per l’autostima in quanto le persone sono coinvolte direttamente in una attività manuale e il risultato che si ottiene, gratifica il lavoro svolto.

TEMPO DA DEDICARE : il tempo per svolgere questa attività è di una mattina/pomeriggio alla settimana.

COSTI:  A carico dell’Istituto Oncologico Mantovano


PROGETTO “REIKI IN HOSPICE” e ONCOLOGIA

Introduzione

Al giorno d'oggi l'efficacia del Reiki è conosciuta e apprezzata anche dalla medicina occidentale, in Italia il Reiki viene applicato soprattutto ai pazienti con problemi oncologici. Fra i centri che hanno inserito il Reiki vi è il Centro di Medicina Psicosmatica dell'Ospedale S.Carlo Borromeo di Milano, l'Ospedale Versilia dell'Azienda Sanitaria della Regione Toscana e il Policlinico di Roma.

Vi è da segnalare inoltre la significativa esperienza del Centro Oncologico Ematologico Subalpino dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Battista di Torino Ospedale delle Molinette. Qui dal 2003 un progetto pilota sta svolgendo un’indagine, in collaborazione con il personale medico, sull’efficienza dei trattamenti Reiki nell’accompagnare dei malati oncologici nel corso delle diverse fasi della malattia. Il paziente è seguito da un'equipe composta di differenti figure professionali: un medico, uno psicologo, il personale infermieristico, gli operatori Reiki. Il progetto sta incontrando un vasto consenso fra i pazienti al punto tale che dal 2005 i trattamenti di Reiki sono inseriti nella Guida ai servizi aziendali e territoriali COES e sul sito ufficiale dell'Ospedale Molinette di Torino. Qui di seguito uno stralcio dall'articolo, che parla dei risultati raggiunti al termine della prima fase di sperimentazione, visto il successo il progetto è stato rinnovato. Ecco uno stralcio dell'articolo apparso il 2 febbraio 2007 nella cronaca di Torino nel quotidiano La Repubblica:"...Dall'esperienza di altri paesi nel mondo, il Reiki è arrivato negli ospedali anche in Italia ed è stato sperimentato tra i pazienti oncologici in un primo studio pilota effettuato al Coes, il centro oncologico delle Molinette. Il risultato è a dir poco sorprendente il 98% delle persone trattate con il Reiki ha dichiarato di averne tratto un beneficio psicofisico. La sensazione descritta è di un sensibile calo dell'ansia soppiantata da un effetto di rilassamento generale, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un notevole miglioramento dell'umore, della qualità del sonno. In una piccola percentuale i pazienti hanno dichiarato di aver avvertito anche una notevole riduzione del dolore....". Nella stessa data anche il quotidiano La Stampa ne ha parlato. Quest'ultima riporta un articolo dove asserisce che: "Lo studio effettuato sull'efficacia del Reiki in integrazione alle terapie dei pazienti con neoplasie avanzate rivela che i 94 trattamenti eseguiti hanno portato beneficio nel 98% dei casi. Il benessere è prodotto da un effetto di rilassamento, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un notevole miglioramento dell'umore: lo stato emotivo di tranquillità si protrae anche per alcuni giorni dopo il trattamento. Alcuni pazienti hanno riferito di aver notato un miglioramento della qualità del sonno."

Nel Reparto di Oncologia dell'ospedale Cardinal Massaja di Asti è stata avviata nel 2008 una ricerca scientifica approvata dal Comitato etico di Alessandria sulla valenza dei trattamenti reiki per gli ammalati sottoposti a chemio o radioterapia. Da segnalare che il reparto, diretto dal primario Dr.Franco Testore, ha ottenuto l’accreditamento all'eccellenza ed è stato segnalato tra i 5 migliori del paese per l'umanizzazione delle cure.

Il Reiki

Il Reiki è un’antichissima tecnica di riequilibrio energetico riscoperta ed elaborata dallo studioso giapponese Mikao Usui intorno al 1920. Permette di attingere all’energia universale per riequilibrare quella soggettiva, sciogliendo gli eventuali blocchi, colmando le carenze, disperdendo gli eccessi.

Si fonda sull’assunto che ogni essere umano ha in sé un’energia individuale, chiamata in giapponese Ki, che scorre in una fitta rete di canali (i meridiani) e irrora tutti gli organi. Per il proprio benessere detta energia deve trovare una propria connessione con l’Energia dell’Universo, Rei in giapponese; il benessere più completo si raggiunge quando si crea una condizione di bilanciamento fra l’energia universale e quella individuale. La tecnica procura in chi la riceve uno stato di rilassamento profondo perché scioglie i blocchi energetici talvolta già dopo 10-15 minuti dall’inizio della seduta; la persona avverte un senso di abbandono e spesso si assopisce.

”Il Reiki affianca le terapie convenzionali in numerosi centri ospedalieri di tutto il mondo. Trattandosi di una tecnica dolce di distensione e analgesica e presentando il vantaggio di essere a basso costo facilmente riproducibile ed alla portata di tutti, si presta molto bene come trattamento di supporto ed integrativo nella terapia del dolore del malato cronico, e nel malato oncologico si è dimostrato utile come trattamento palliativo anche durante i cicli di radioterapia e chemioterapia nel controllo dei sintomi collaterali dispnea, nausea, vomito, dolori addominali”.  (dott.ssa E. Cofrancesco. Rizza Scienze gennaio 2002 pag. 46)

Obiettivo del progetto:

Valorizzare il tempo dei malati in hospice offrendo loro delle sedute della tecnica Reiki ai fini di ottenere un beneficio in termini di rilassatezza e benessere generale.

Come si svolge?

Fase. La tecnica verrà applicata inizialmente agli operatori che si renderanno disponibili ad una seduta con il proposito di valutare in prima persona gli effetti della tecnica;

  1. Fase. Gli operatori proporranno la tecnica ai malati cui, su valutazione dell’équipe, si ritenga possano beneficiare di una o più sedute;
  2. Fase. Valutazione in équipe sui benefici ottenuti dai malati.

Fattibilità

Il progetto si svolge con la collaborazione di due volontari dell’Istituto Oncologico Mantovano (rispettivamente con qualifica di Reiki master e  3°livello Reiki – metodo Mikao Usui) che offrono in modo volontario la loro opera durante i pomeriggi dal lunedì al venerdì e sabato mattina.

Trattasi quindi di attività esclusivamente di volontariato che viene liberamente proposta ai pazienti da parte degli operatori dell’Hospice, che inizialmente avranno sperimentato personalmente la tecnica. Chiunque vorrà quindi accettare la proposta potrà beneficiare di uno o più trattamenti ciascuno della durata di 30-40 minuti. Detta durata è puramente indicativa e dipende molto dalle condizioni del paziente. Chi interessato, potrà quindi beneficiare di  un ciclo di alcuni trattamenti (es., 3-4) a cadenza settimanale.


PROGETTO ATTIVITA’ ASSISTITA CON ANIMALI (AAA) IN CURE PALLIATIVE

Premessa

Il 3 novembre 2014 il Ministero della Salute ha pubblicato l’accordo tra Governo e Regioni sulle linee guida nazionali in merito alle attività di intervento assistito con gli animali, indicando inoltre le diverse tipologie:

  1. Terapia Assistita con Animali (TAA). Interventi con valenza terapeutica, personalizzati sul paziente e che richiedono un’apposita prescrizione medica;
  2. Educazione Assistita con Animali (EAA): attività che promuove il benessere delle persone nei propri ambienti di vita, particolarmente all’interno delle istituzioni in cui lì individuo deve mettere in campo capacità di adattamento;
  3. Attività Assistita con Animali (AAA): intervento ludico-ricreativo e di socializzazione attraverso cui si promuove il miglioramento delle qualità della vita.

Il progetto che proponiamo si inserisce nella terza tipologia di intervento (AAA) in quanto sostanzialmente orientato alla promozione della qualità di vita dei malati ricoverati in hospice.

L’AAA, come integrazione alle cure palliative in Hospice, contribuisce al benessere e alla qualità della vita di malati e familiari tramite l’intervento del cane come catalizzatore di emozioni.

Tra gli effetti più immediati dell’incontro tra malati e cani, l’evocazione di ricordi positivi legati agli animali domestici è senz’altro la più frequente e intensa. Accarezzare e coccolare un animale migliora l’umore e allevia stati di ansia e angoscia, provocando sollievo dalla tristezza e dalla vera e propria sofferenza psicologica. Questa condizione favorisce il dialogo con il pet partner e, anche se questo si limita all’ascolto attivo, avere vicino una persona disponibile ad ascoltare e condividere pensieri e ricordi procura benessere. E’ importante che il pet partner abbia una competenza di base sul piano psicologico e relazionale per essere in grado di ascoltare creando una condizione di accoglienza dell’altro e di selezionare gli elementi utili da riportare allo psicologo e ad altri membri dell’èquipe.

Obiettivo del progetto:

1. Migliorare la qualità di vita dei malati ricoverati in hospice e delle loro famiglie attraverso il miglioramento dello stato d’animo (ansia e depressione) indotto dalla relazione con il pet.

2. L’intento è che il cane con la sua spontaneità e affettuosità possa essere fonte di conoscenza, stimoli sensoriali ed emozionali che permettano ai malati di spostare l’attenzione verso un’esperienza piacevole ed affettivamente arricchente.

Scelta del cane

Gli animali coinvolti negli Interventi Assistiti con Animali devono superare una valutazione che ne attesti la conformità dello stato sanitario e dei requisiti comportamentali (in particolare la socievolezza e la docilità, nonché l’attitudine a partecipare ad interventi con l’ausilio di animali). È compito del medico veterinario dell’ equipe prescrittiva progettuale (EPP), che si avvale del coadiutore dell’animale membro dell’equipe operativa (EO), attestarne l’idoneità. È compito del medico veterinario dell’EPP scegliere la specie, il singolo individuo, monitorarlo e valutarlo dal punto di vista comportamentale prima, durante e dopo il progetto. Gli animali coinvolti in attività di relazione e contatto devono essere adeguatamente socializzati all’essere umano ed aver seguito un percorso educativo idoneo alle attività richieste dal protocollo di trattamento. Oltre ai requisiti comportamentali l’animale deve aver acquisito un livello istruttivo – esperienziale adeguato al grado di complessità richiesto dal progetto. Il coadiutore, durante le sedute, assume la responsabilità dell’animale e si occupa del suo benessere e del suo stato di salute. Per la specificità del progetto abbiamo valutato opportuno coinvolgere soggetti particolarmente predisposti alla relazione spontanea con l’uomo e che non presentino modalità eccessivamente intrusive.

Il progetto prevede una fase di informazione del personale dell’hospice in merito all’AAA in modo da facilitare la relazione con conduttore e cane con i malati e le loro famiglie.

TEMPO: Si prevede una seduta alla settimana.

COSTI:    a carico dell’Istituto Oncologico Mantovano


LABORATORIO DI ESTETICA DESTINATO ALLE DONNE PROVATE DALLE CURE ONCOLOGICHE

"la vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo"

PREMESSA

I progressi  compiuti negli ultimi anni in ambito oncologico stanno consentendo non solo un sensibile miglioramento  nella cura delle malattie neoplastiche con un prolungamento delle aspettative di sopravvivenza e di intervalli liberi da malattia, ma anche un controllo più efficace delle  complicanze e degli effetti collaterali dei trattamenti.

Nelle malattie oncologiche, e in particolare, nei tumori che colpiscono le donne, la qualità della vita è  considerata un aspetto determinante che può arrivare a ricadere  anche  sull’efficacia della terapia stessa.

Dati sempre più significativi suggeriscono come la percentuale di sopravvivenza sia strettamente correlata oltre che alle terapie specifiche anche all'atteggiamento psicologico con cui la persona si pone nei confronti della patologia.

Se il tempo si dilata e il margine di guarigione diventa rilevante assume allora un ruolo centrale nella gestione e nell'assistenza quotidiana il concetto di QUALITA' DI VITA, che richiede di essere articolato in prassi operative quotidiane allo scopo di conferirgli concretezza e  spessore.

E' constatazione comune e condivisa come la condizione di malattia ponga la persona di fronte a gravi problemi  di natura fisica, ma anche di natura psicologica quali:

  • l'autopercezione,
  • l'immagine di sè,
  • l'autostima

sottoposte, durante il percorso terapeutico-assistenziale, a forti pressioni emotive.

Diventa fondamentale quindi mantenere un buon  livello di autostima perchè la persona possa ri-costruire una propria identità personale in grado di integrare il danno derivato dalla malattia in una nuova immagine di sè.

Per le donne provate dalle cure è importante trovare o ritrovare la propria immagine, non rinunciare alla propria femminilità, vivere la quotidianità senza sentirsi "diverse": queste sono le coordinate entro le quali progettare un laboratorio estetico.

Il Progetto intende da una parte, essere un’azione concreta per le donne, in questa particolare condizione di malattia oncologica, dall’altra, costituire, insieme alle altre iniziative, un ponte di apertura delle Cure Palliative verso l’esterno, che si inserisce nel più ampio obiettivo di diffusione della cultura delle Cure Palliative: da luogo chiuso di morte a luogo aperto di vita fino alla fine…

OBIETTIVI:

  • aiutare a riacquistare benessere
  • recuperare fiducia nel proprio aspetto fisico
  • valorizzare la bellezza
  • potenziare l’energia e la forza psichica

CONDIZIONI ORGANIZZATIVE:

  1. Professionisti coinvolti: si prevede il coinvolgimento di due estetiste che hanno acquisito nel loro curriculum professionale, una competenza specifica con pazienti oncologici e hanno implementato analoghe esperienze. Per il sostegno e supervisione del progetto, vengono coinvolte le due psiconcologhe  che attualmente prestano servizio presso la Unità Operativa di Cure Palliative e la Psiconcologa[1] in servizio presso l’Unità Operativa di Oncologia Medica. Il suddetto personale è vincolato, come di norma, al segreto professionale e alle norme che regolano l’esercizio professionale in Azienda. Tuttavia, si ritiene opportuno segnalare che per quanto riguarda il vincolo  delle estetiste, questo è direttamente legato all’Istituto Oncologico Mantovano[2], mentre  le psiconcologhe delle Cure Palliative svolgeranno il loro lavoro all’interno del rapporto lavorativo attualmente in essere con l’Azienda.
  2. Locali: E’ previsto l’utilizzo di una stanza presso la sede dello IOM in quanto il locale è di diretto e facile accesso dall’esterno  e si trova in un luogo “neutro” rispetto alle Unità Oeprative di Cure Palliative e Oncologia;  la frequenza di utilizzo (2/3 ore settimanali), non interferisce  con l’attività dell’Istituto Oncologico Mantovano in quanto si tratta di una stanza indipendente, c) i miglioramenti estetici pensati[3] per ospitare tale laboratorio (due tromp  l’oeil ), non inficiano il suo utilizzo che, anzi ne ha un beneficio estetico; d) i materiali di make up e acconciatura lasciati in loco, non costituiscono ingombro e non influiscono sulla agibilità del locale, che diventerebbe più accogliente per gli abituali destinatari e forse più frequentato; e) la cosa più  importante, verrebbe alleggerito il muro di separatezza fra Hospice e società civile; infatti sono ormai tanti gli Hopice che organizzano al loro interno incontri, serate musicali aperte alla cittadinanza si porta ad esempio  l’Hospice di ADVAR di Treviso che, in fase di costruzione, ha previsto una grande sala multifunzionale annessa all’Hospice, ove si tengono conferenze, concerti, ecc. molto frequentati dai cittadini trevigiani.
  3. Il laboratorio di estetica: il laboratorio fornisce informazioni, consigli pratici per migliorare il proprio aspetto  fisico sia dal punto di vista della cura della pelle, del trucco e della capigliatura.
  4. Modalità di divulgazione / target: il progetto si rivolge a donne che stanno attraversando i hanno attraversato la malattia oncologica e verrà divulgato dalla Struttura Comunicazione dell’Azienda Ospedaliera “Carlo Poma”, tramite una conferenza stampa per il lancio del progetto e di locandine e manifesti, già condivise con la predetta Struttura.
  5. Finaziamento: Gli oneri economici sono totalmente a carico dello IOM

NOTE.

Altri progetti che verranno inseriti successivamente sono il progetto di Terapeutica Artistica e il progetto Pomeriggi di Lettura Creativa.

TABELLA RIASSUNTIVA DEI COSTI

ATTIVITA’

RESPONSABILE

COSTI

REIKI

DUE VOLONTARI DELLO IOM

VOLONTARI IOM

MUSICOTERAPIA

MUSICOTERAPISTA

A CARICO IOM

LABORATORIO ESTETICO

VOLONTARI IOM

VOLONTARI IOM

TERAPIA ASSISTITA CON ANIMALI

CONDUTTORE CANE

A CARICO IOM

POMERIGGI DI LETTURA CREATIVA

VOLONTARI

VOLONTARI IOM

TERAPEUTICA ARTISTICA

ACCADEMIA DI BRESCIA

A CARICO IOM



[1] Rapporto lavorativo con IOM Onlus

[2] nell’ambito della relazione di volontariato .

[3] Progetto in allegato, già valutato e autorizzato dall’Ufficio Tecnico e dal  Servizio di Prevenzione e Protezione


Lo IOM - ONLUS si propone di conseguire i seguenti obiettivi principali:


collaborare, mediante propri volontari, con il personale sanitario nell'assistenza a favore dei pazienti oncologici;

collaborare ai servizi di assitenza, di ospedalizzazione domiciliare e di cure palliative per pazienti affetti da malattie neoplastiche, anche con la donazione di automezzi, ausili e presidi terapeutici;

accrescere, con l'acquisto di apparecchiature scientifiche, la dotazione di strumentazioni sanitarie dell'Azienda Ospedaliera "Carlo Poma";

favorire una maggiore sensibilizzazione dell'opinione pubblica in generale, delle Istituzioni e degli Enti pubblici e privati, sui molteplici, complessi problemi posti dalla malattia;

favorire il superamento del tabù sociale nei confronti delle malattie tumorali, con una informazione continuamente aggiornata sui progressi della ricerca sia attraverso il proprio sito Internet sia con incontri e convegni;

organizzare corsi di formazione nelle scuole, rivolti a stimolare nei giovani stili di vita positivi per il loro futuro;

promuovere, collaborare o partecipare a progetti di ricerca scientifica sulla terapia e l'assistenza della patologia neoplastica;

istituire e finanziare borse di studio a favore di giovani ricercatori impegnati in campo oncologico;

offrire aiuto psicologico, attenzione, vicinanza, solidarietà, condivisione al degente e ai suoi familiari, tramite il proprio SERVIZIO di CONSULENZA PSICOLOGICA;

progettare e finanziare percorsi formativi rivolti a volontari e personale sanitario per il conseguimento dei propri fini istituzionali;

promuovere tutte le possibili forme di collaborazione in rete con ogni altra associazione che si proponga analoghe finalità.

A conclusione dell’ esercizio 2014 lo IOM , come consuetudine, ritiene doveroso informare i soci e i tanti sostenitori, sull’attività in favore dei malati oncologici. Si sintetizzano di seguito le molteplici iniziative attuate in sinergia con la Direzione Strategica dell’Azienda Ospedaliera “C. Poma” nonché con le Strutture di Oncologia Medica ed Ematologia e di Cure Palliative (Hospice e ospedalizzazione domiciliare)  , l’Unità di Chirurgia Senologica e la Struttura di Medicina Fisica e Riabilitativa.L’impegno profuso nella attività di accoglienza,  accompagnamento e  ascolto svolta dai volontari, nonché il sostegno finanziario dei progetti di ricerca e cura ha consentito un concreto miglioramento della qualità di vita dei pazienti oncologici e dei loro familiari,  che trova riscontro nel consenso dei destinatari e di quanti condividono le finalità promosse dalla nostra associazione con generose donazioni.

PROGETTI  di   STUDIO,  RICERCA  e  CURA

Progetto “ Trapianto autologo di cellule staminali periferiche in pazienti oncoematologici” : lo IOM ha finanziato il  contratto annuale libero professionale del Dr. Paolo Ricci , già trapiantologo presso l’Università di Bologna , quale consulente per  garantire i livelli raggiunti nello specifico servizio. Il risultato ha consentito di eliminare i  notevoli disagi legati al ricorso  a strutture fuori provincia. Tenuto conto che per l’attuazione del progetto in parola è necessaria la messa a punto, presso il Servizio Immuno Trasfusionale, della metodica di crioconservazione delle cellule staminali di sangue periferico, lo IOM ha garantito il finanziamento di un incarico professionale ad una biologa impiegata a  tempo pieno in questo rilevante progetto di ricerca.

Progetto “Laboratorio Estetico”: lo IOM ha finanziato la realizzazione di un servizio di consulenza estetica, presso la propria Sede, destinato alle donne provate dalle cure oncologiche con l’obiettivo di aiutare a riacquistare benessere, recuperare fiducia nell’aspetto fisico, valorizzare la bellezza, potenziare l’energia e la forza psichica. Il servizio “gratuito” si svolge previo appuntamento telefonico (Tel. 0376 223502) . L’attività di tale servizio, garantita da 4 professioniste del settore , nel corso del 2014 ha conosciuto un sensibile potenziamento grazie al diretto contatto con le pazienti interessate già in occasione del loro accesso al Day Hospital dell’Oncologia. 
Progetto “Nordic Walking” : accertato che la attività fisica svolta secondo una precisa tecnica (Nordic Walking)  è  convalidata anche in sede di medicina riabilitativa , lo IOM ha promosso con il Patrocinio dell’Azienda Ospedaliera “C. Poma” ed il supporto delle Strutture Complesse di Oncologia, Senologia e Medicina Fisica e Riabilitativa , un progetto sinergico con l’ associazione Nordic Walking di Mantova che opera con personale qualificato in favore dei pazienti oncologici  con particolare riguardo alle donne operate al seno.

Piano di collaborazione con la S.C. di Cure Palliative :  lo IOM, quale Onlus di riferimento ,  ha assicurato      un costante sostegno a tutta l’attività della Struttura.  Gli interventi più rilevanti nel corso del 2014 sono stati :

a) donazione di presidi protesici destinati al miglioramento della qualità della degenza

b) interventi diretti di finanziamento dei piani di formazione del personale sanitario (corsi extra aziendali, partecipazione convegni, corso di cure palliative pediatriche)

c) contratto a progetto con una  psiconcologa. Alla stessa professionista è stato affidato  il coordinamento del progetto “laboratorio estetico” e della attività  divulgativa delle cure palliative destinata agli studenti delle scuole superiori nonché alla formazione continua dei volontari IOM.

d) manutenzione dei giardini in precedenza realizzati dallo IOM  attorno la palazzina dell’Hospice per una fruizione dei ricoverati e loro familiari.e) sponsorizzazione di eventi finalizzati al potenziamento e alla crescita nella sensibilità sociale dei temi oggetto dell’attività delle cure palliative culminata con la partecipazione all’organizzazione del Convegno Interaziendale Cure Palliative “I linguaggi della Bellezza e della Cura “ tenutosi al teatro Bibiena di Mantova il 22/11/14. In tale ottica va letta la sponsorizzazione in sede del Festival Letteratura dell’evento dal titolo “Una morte umana” che ha visto il confronto tra la psicologa di fama internazionale Maria De Hennezel, lo scrittore Francesco Abate e il Dr. Luciano Orsi responsabile delle Cure Palliative del “C.Poma”

Piano di collaborazione con la S.C. di Oncologia medica ed ematologia : si riportano gli interventi di sostegno più rilevanti in favore della citata S.C. rispetto alla quale lo IOM si pone quale Onlus di riferimento :a) Ristrutturazione logistica in DH delle sale di infusione chemioterapica con donazione di  9 poltrone polifunzionali con cambio di passaggio posturale facilitatob) Promozione in sinergia con “donatori di musica” di incontri musicali per il sostegno terapeutico di pazienti e familiaric) Sostegno per la qualificazione formativa di una biologa ricercatrice operante nel Consultorio Genetico Oncologico (CGO).
Lo IOM , nella persona del suo Presidente è riconosciuto con apposite delibere Referente delle Organizzazioni di Volontariato nell’ambito del Dipartimento Interaziendale Provinciale Oncologico (DIPO) e del Comitato Esecutivo del Dipartimento Interaziendale e Funzionale di Coordinamento della rete locale delle Cure Palliative (DICP).
Attività  di  VOLONTARIATO  (Operativi 67 volontari a Mantova e 15 a Viadana)
I servizi garantiti attualmente dai volontari IOM sono:

- Servizio di accoglienza “Front Office” del Day Hospital della S.C. Oncologia Medica ed Ematologia

- Servizio di accoglienza “Front Office” ambulatorio di “follow up” (controllo periodico) senologico

- Servizio nel Reparto di Degenza della S.C. Oncologia Medica ed Ematologia

- Servizio presso l’Hospice – Assistenza Specialistica Territoriale Cure Palliative

Attività  di  FORMAZIONE,  INFORMAZIONE,  DIVULGAZIONE


Nel mese di dicembre  2014 è terminato un corso di Formazione che consentirà  l’immissione di  nuovi volontari. Per  la formazione continua dei volontari già attivi sono state effettuate con frequenza bimestrale sedute guidate dalla Dr.ssa Aleotti Paola. Numerose  sono state le iniziative, in vari centri della Provincia,   di  informazione sulle problematiche e sulla cura della patologia neoplastica nonché delle cure palliative e altresì presso vari Istituti Scolastici .
Anche il 2015 vedrà lo IOM impegnato in nuove sfide  in piena sintonia con le Strutture Ospedaliere del “C. Poma”. Si assicura inoltre la continuità nell’impegno dei volontari così importante sul piano del supporto ai pazienti  oncologici e loro familiari, impegno che caratterizza l’attività dello IOM e reso possibile dal generoso contributo dei tanti che ne apprezzano  l’attività e ai quali va il ringraziamento dello IOM a nome di tutta la collettività.


PIANO DI COLLABORAZIONE TRA L’ISTITUTO ONCOLOGICO MANTOVANO (IOM ONLUS) E LA S. C. DI ONCOLOGIA MEDICA ED EMATOLOGIA  DELL’AZIENDA OSPEDALIERA CARLO POMA DI MANTOVA  PER L’ANNO 2013.

La collaborazione tra l’Istituto Oncologico Mantovano e la Struttura Complessa di Oncologia Medica ed Ematologia dell’Azienda Ospedaliera Carlo Poma di Mantova, consolidata con l’accordo firmato nell’anno 2011 tra la Direzione Strategica Aziendale e lo IOM, come ONLUS di riferimento, è proseguita positivamente anche nell’anno 2012.

Lo IOM impegnato oltre che con i consolidati servizi dei propri volontari (segreteria e supporto logistico giornaliero, accoglienza, accompagnamento e ascolto nel Day Hospital e nel Reparto di Degenza), ha sostenuto numerose attività di supporto delle quali si è puntualmente data notizia alla Direzione Strategica che ha convalidato le iniziative.

Ciò premesso, attesa l’opportunità di  rinnovare anche per l’anno 2013 la collaborazione, considerate le richieste formulate dal Direttore della Struttura, Prof Pier Paolo VESCOVI, è stato concordato il presente PIANO che prevede l’intervento dello IOM nei seguenti ambiti:

  • Conferma di un incarico professionale di consulenza per l’Ematologia al Dott.. Paolo RICCI  (Ematologo), per il coordinamento delle attività connesse alla realizzazione del servizio di “Trapianto Autologo di cellule staminali periferiche”. L’incarico avrà termine con la ristrutturazione del servizio.
  • Conferimento di un incarico professionale alla Dr.ssa Elena ALESSI (Biologa), per il sostegno dell’attività realizzata presso il SIMPT del “C. Poma” che ha messo a punto la metodica di criopreservazione delle cellule staminali raccolte da midollo osseo e da sangue periferico, procedura indispensabile per consentire al Reparto di Oncoematologia di eseguire l’autotrapianto di midollo osseo di cui al Progetto “Trapianto autologo di cellule staminali”
  • Conferma di un incarico professionale alla Dr.ssa Eliana LIARDO (Ematologa), per il progetto “Ottimizzazione delle prestazioni onco-ematologiche sul territorio”.
  • Eventuale donazione di ausili e strumentazione che venissero richieste per migliorare la qualità dell’erogazione delle prestazioni.
  • Lo IOM si propone, come per il 2013 quale Onlus di riferimento, anche rispetto all’U.O. di Senologia Chirurgica, per l’eventuale sostegno di iniziative rivolte al miglioramento dell’assistenza a pazienti del percorso di cura oncologico.
  • Sostegno delle spese di partecipazione a corsi di perfezionamento e convegni del personale sanitario (Medici / Infermieri) diretti a una sempre più adeguata qualificazione professionale.
  • Sostegno per la continuità del progetto “Laboratorio di Estetica” destinato alle donne provate dalle cure oncologiche, realizzato in un locale della sede IOM, con l’obiettivo di aiutarle a riacquistare benessere e recuperare fiducia nell’aspetto fisico.
  • Organizzazione di eventi di “Musico Terapia” in reparto, finalizzata al sollievo dei pazienti durante il periodo di degenza.

PIANO DI COLLABORAZIONE TRA L’ISTITUTO ONCOLOGICO MANTOVANO E LA STRUTTURA COMPLESSA CURE PALLIATIVE (UOCP) DELL’AZIENDA OSPEDALIERA CARLO POMA DI MANTOVA  PER L’ANNO 2013.

Nell’ambito della Convenzione tra l’Azienda Ospedaliera Carlo Poma e l’Istituto Oncologico Mantovano, che vede lo IOM come Onlus di riferimento per le Cure Palliative, è stato realizzato, come tutti gli anni, un incontro per definire il Piano di Collaborazione  per l’anno 2013.

In tale incontro sono state esaminate le necessità espresse dalla Struttura Cure Palliative nei diversi ambiti di cui è interessata e sono state stabilite le seguenti priorità:

  • Formazione extraziendale del personale dell’UOCP (Hospice e ODCP): a) finanziamento dell’iscrizione di tutti gli operatori alla SICP che comprende abbonamento alla rivista SICP e la Formazione a Distanza; b)  finanziamento – attraverso l’attribuzione di un budget  per la partecipazione a corsi/Convegni extraziendali valutati ed autorizzati dalla Direzione della Struttura Complessa Cure Palliative in base alla pertinenza/obiettivi formativi della Struttura; c) finanziamento del Corso Hospice di fine vita a Varenna per due infermiere ed un medico;
  • Formazione interna: a) finanziamento corso “Cure Palliative Pediatriche” seconda edizione;     b) finanziamento del secondo modulo di formazione sulla “Gestione delle emozioni dell’operatore e l’équipe” che si concluderà nel primo semestre dell’anno;
  • Donazione di n. 5 autovetture - con la dotazione necessaria per l’espletamento del servizio da parte degli operatori - per completare il parco macchine necessario ad assolvere alle richieste del territorio in ambito di assistenza al domicilio per le cure palliative, in previsione dell’implementazione di altre due sedi nell’alto mantovano e Suzzara;
  • Dotazioni logistiche per l’Hospice:  n. 1 letto; n. 3 comode, n. 2 telini sovramaterasso, n.2 deambulatori, n. un distributore acqua da istallare in reparto;
  • Dotazioni logistiche ODCP: 10 letti articolati con relativi MAD; n. 2 carrozzine; Contributo per cartella informatizzata
  • Donazione libri per biblioteca/emeroteca U.O.C.P;
  • Campagna comunicativa:  a) collaborazione al finanziamento del Convegno annuale delle Cure Palliative attribuzione budget ; b)Prosecuzione della collaborazione con il Liceo Artistico di Mantova ;  finanziamento della nuova brochure cure palliative e dell’informativa ai familiari;
  • Progetto Laboratorio Estetico (prosecuzione dell’anno 2012);
  • Attivazione di un contratto a progetto annuale fra lo IOM e la dr.ssa Paola ALEOTTI per corsi di sensibilizzazione nelle scuole, attivazione del rilancio del Laboratorio Estetico,costruzione di un gruppo di volontari da dedicare agli incontri con le classi,formazione iniziale e continua per i volontari IOM.

Reciprocamente la Struttura Complessa Cure Palliative si rende disponibile a partecipare alla formazione dei volontari dello IOM e al loro coinvolgimento nelle attività.


L’ Istituto Oncologico Mantovano al fine di realizzare il conseguimento dei propri fini istituzionali, ha progettato e finanziato  in collaborazione con la direzione della Struttura Complessa Cure Palliative (UOCP) un nuovo percorso formativo rivolto al personale sanitario del reparto hospice.

CORSO DI APTONOMIA :  APPROCCIO ALLA TECNICA DEL CON-TATTO

L’aptonomia (dal greco hapsis “tocco" e nomos "regola") può essere definita come tecnica del contatto attraverso l'affettività. Iniziata circa 50 anni fa dal medico Frans Veldamn è stata applicata, per lungo tempo, al bambino al momento della nascita ossia all'alba della vita. Da più di 10 anni è utilizzata con risultati molto soddisfacenti per un'altra epoca della vita, quella del tramonto.Il tatto come ricorda Lucrezio è il senso più antico, è il senso del corpo intero.E' il primo a svilupparsi e sta alla base della percezione sensoriale. Il tatto è l'organo di senso legato alla pelle e alla superficie del corpo ma, contrariamente alla vista e all'udito, ci fa sentire le cose “ all'interno " di noi stessi. La pelle è l'organo attraverso il quale possiamo conoscere, memorizzare, valutare e registrare tutte le percezioni a partire dal concepimento conservandone l'impronta.Il contatto fisico, dunque, è un bisogno fondamentale per la persona e lo è tanto più per un malato: toccando un malato non ne consideriamo solo il corpo bensì la corporeità animata da sensazioni, sentimenti, emozioni. L'aptonomia perciò non è solo una tecnica del massaggio, del tocco bensì un modo che trasforma la vicinanza in dialogo, in reciprocità in grado di conferire rispetto, ascolto, accudimento alla persona. Per queste ragioni può trovare uno spazio importante nell'ambito dell'equipe multidisciplinare di cure palliative che agisce in quella fase della vita in cui non si può più guarire ma si può ancora fare molto per la persona malata.Alla base dell'aptonomia, come si è detto, vi è il contatto con l'altro che deve essere sempre all'insegna della trasparenza e della non invadenza. In campo sanitario è una sorta di "terapia del benessere" che ha lo scopo di:

umanizzare un ambiente spesso connotato da dolore, angoscia, fatica

facilitare l'ascolto del proprio corpo

aumentare la consapevolezza del proprio corpo

aiutare ad accettare i cambiamenti del corpo

favorire il rilassamento

migliorare la respirazione

decontrarre la muscolatura

Al fine di introdurre il personale a questa terapia del contatto è stato organizzato un corso di formazione rivolto a medici, infermieri, OSS delle cure palliative della durata di 8 incontri Obiettivo generale dell'attività formativa:• integrare e armonizzare il gesto di cura attraverso la pratica del contatto e del massaggio sperimentando direttamente le varie tecniche su se stessi.

PROGETTO PER LA CREAZIONE DI UN LABORATORIO DI ESTETICA DESTINATO ALLE DONNE PROVATE DALLE CURE ONCOLOGICHE

"la vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo"

PREMESSA

I progressi  compiuti negli ultimi anni in ambito oncologico stanno consentendo non solo un sensibile miglioramento  nella cura delle malattie neoplastiche con un prolungamento delle aspettative di sopravvivenza e di intervalli liberi da malattia, ma anche un controllo più efficace delle  complicanze e degli effetti collaterali dei trattamenti.

Nelle malattie oncologiche, e in particolare, nei tumori che colpiscono le donne, la qualità della vita è  considerata un aspetto determinante che può arrivare a ricadere  anche  sull’efficacia della terapia stessa.

Dati sempre più significativi suggeriscono come la percentuale di sopravvivenza sia strettamente correlata oltre che alle terapie specifiche anche all'atteggiamento psicologico con cui la persona si pone nei confronti della patologia.

Se il tempo si dilata e il margine di guarigione diventa rilevante assume allora un ruolo centrale nella gestione e nell'assistenza quotidiana il concetto di QUALITA' DI VITA, che richiede di essere articolato in prassi operative quotidiane allo scopo di conferirgli concretezza e  spessore.

E' constatazione comune e condivisa come la condizione di malattia ponga la persona di fronte a gravi problemi  di natura fisica, ma anche di natura psicologica quali:

  • l'autopercezione,
  • l'immagine di sé,
  • l'autostima

sottoposte, durante il percorso terapeutico-assistenziale, a forti pressioni emotive.

Diventa fondamentale quindi mantenere un buon  livello di autostima perché la persona possa ri-costruire una propria identità personale in grado di integrare il danno derivato dalla malattia in una nuova immagine di sé.

Per le donne provate dalle cure è importante trovare o ritrovare la propria immagine, non rinunciare alla propria femminilità, vivere la quotidianità senza sentirsi "diverse": queste sono le coordinate entro le quali progettare un laboratorio estetico.

Il Progetto intende essere un’azione concreta per le donne, in questa particolare condizione di malattia oncologica.

OBIETTIVI:

  • aiutare a riacquistare benessere
  • recuperare fiducia nel proprio aspetto fisico
  • valorizzare la bellezza
  • potenziare l’energia e la forza psichica

CONDIZIONI ORGANIZZATIVE:

  1. Professionisti coinvolti: si prevede il coinvolgimento di due estetiste che hanno acquisito nel loro curriculum professionale, una competenza specifica con pazienti oncologici e hanno implementato analoghe esperienze. Per il sostegno e supervisione del progetto, vengono coinvolte le due psiconcologhe  che attualmente prestano servizio presso la Unità Operativa di Cure Palliative e la Psiconcologa[1] in servizio presso l’Unità Operativa di Oncologia Medica. Il suddetto personale è vincolato, come di norma, al segreto professionale e alle norme che regolano l’esercizio professionale in Azienda. Tuttavia, si ritiene opportuno segnalare che per quanto riguarda il vincolo  delle estetiste, questo è direttamente legato all’Istituto Oncologico Mantovano[2], mentre  le psiconcologhe delle Cure Palliative svolgeranno il loro lavoro all’interno del rapporto lavorativo attualmente in essere con l’Azienda.
  2. Locali: E’ previsto l’utilizzo di una stanza presso la sede dello IOM in quanto il locale è di diretto e facile accesso dall’esterno  e si trova in un luogo “neutro” rispetto alle Unità Operative di Cure Palliative e Oncologia;  la frequenza di utilizzo (2/3 ore settimanali), non interferisce  con l’attività dell’Istituto Oncologico Mantovano in quanto si tratta di una stanza indipendente, c) i miglioramenti estetici pensati per ospitare tale laboratorio (due tromp l’oeil), non inficiano il suo utilizzo che, anzi ne ha un beneficio estetico; d) i materiali di make up e acconciatura lasciati in loco, non costituiscono ingombro e non influiscono sulla agibilità del locale, che diventerebbe più accogliente per gli abituali destinatari e forse più frequentato.
  3. Il laboratorio di estetica: il laboratorio fornisce informazioni, consigli pratici per migliorare il proprio aspetto  fisico sia dal punto di vista della cura della pelle, del trucco e della capigliatura.
  4. Modalità di divulgazione / target: il progetto si rivolge a donne che stanno attraversando i hanno attraversato la malattia oncologica e verrà divulgato dalla Struttura Comunicazione dell’Azienda Ospedaliera “Carlo Poma”, tramite una conferenza stampa per il lancio del progetto e di locandine e manifesti, già condivise con la predetta Struttura.
  5. Finanziamento: Gli oneri economici sono totalmente a carico dello IOM
  6. Gruppo di progetto: Attilio Anserini, Luciano Orsi, Enrico Aitini, Rocio Cabarcas, Paola Aleotti, Alessia Sempreboni, Marina Carretta


[1] Rapporto lavorativo con IOM Onlus

[2] nell’ambito della relazione di volontariato .

Informazioni aggiuntive