STUDENTI E SALUTE

Mantova Salute n° 15 - Settembre 2012

STUDENTI E SALUTE

di Paola Aleotti e Alessia Sempreboni - Psicologhe

Struttura Cure Palliative Azienda Ospedaliera Carlo Poma


Cure Palliative, anche al liceo si parla di malattia terminale


Sono state molto apprezzate le lezioni sul limite e l’illimitato in collaborazione con gli insegnanti di storia e filosofia, diritto e scienze sociali
Nel corso dei mesi di febbraio e marzo 2012 su richiesta dell’istituto Falcone di Asola abbiamo effettuato una serie di incontri sulle tematiche del limite e dell’illimitato. Hanno tenuto il corso Luciano Orsi, direttore della Struttura Cure Palliative, e le psicologhe Paola Aleotti e Alessia Sempreboni. Le classi coinvolte sono state la terza e la quinta dell’indirizzo di Scienze Sociali e le quinte del Liceo Scientifico per un totale di sedici ore di corso.Prima dell’avvio dell’attività formativa, in collaborazione con gli insegnanti di storia e filosofia, diritto e scienze sociali abbiamo predisposto e somministrato agli studenti delle classi individuate un questionario finalizzato a comprendere l’impatto psicologico sui ragazzi di tematiche come la malattia terminale e la morte, nonché le loro conoscenze pregresse intorno a questi temi. Sulla base delle risposte fornite al questionario, è stato predisposto un percorso formativo relativo alle seguenti aree: gli aspetti bioetici del vivere e del morire, la centralità del malato, la relazione di cura, i bisogni psicologici del malato e della sua famiglia nel fine vita, la comprensione della morte nel bambino. Al termine del percorso è stato richiesto agli studenti di scrivere alcune riflessioni sul lavoro svolto che sinteticamente riportiamo:“La relazione è una delle cure più potenti ed efficaci - Il corso è stato interessante e formativo perché mi ha fatto comprendere un nuovo modo di vedere e affrontare la morte - E’ giusto formare e colmare i vuoti di una società nella quale tutto ciò viene accantonato o non considerato

- Il 75 per cento della cura è relazione, il malato deve essere ascoltato, e non deve essere trattato come un bambino - Il corso permette di applicare le conoscenze apprese nella vita quotidiana - Mi hanno permesso di capire i bisogni e le difficoltà del malato e dei familiari - Non ritenevo che uno degli aspetti più importanti al termine della vita fosse la relazione e la vicinanza con i propri cari - Ho capito come i malati terminali vengono curati e sostenuti rifarei volentieri un’esperienza come questa - Prima di questi incontri non ero a conoscenza degli aspetti della cura del malato terminale, mi ha fatto piacere capire incontro dopo incontro come si interviene con il malato e come la vicinanza e la relazione siano aspetti importanti prima del grande passo - Non immaginavo nemmeno cosa fossero le Cure Palliative, ora ho capito e che utilità hanno - La visione del filmato mi ha colpito perché è stata la mia prima esperienza di visione di un malato terminale - Questi incontri ci aiutano a crescere perché la morte è una realtà comune a tutti quindi è importante sapere come stare vicino a chi sta per morire - La relazione è un rapporto/legame con medici, familiari e malati”.Gli insegnanti di storia e filosofia, di diritto, di scienze sociali, che hanno partecipato attraverso una progettazione integrata a tutte le fasi del lavoro, si sono dichiarati davvero soddisfatti e auspicano che simili iniziative possano continuare negli anni prossimi, allo scopo di sensibilizzare ed educare i giovani ai temi della bioetica. Gli studenti hanno molto apprezzato il lavoro e si sono volentieri lasciati coinvolgere in temi non facili, soprattutto alla loro età, rispetto ai quali anche il dibattito pubblico attuale non fornisce sufficienti elementi di chiara comprensione e hanno raccolto in testi interessanti il frutto del lavoro che verrà pubblicato nel Magazine di Istituto.Entrambe le classi hanno partecipato con attenzione agli incontri, richiedendo a seconda delle tematiche proposte specificazioni e chiarimenti. La proposta formativa si concluderà con la visita della classe quinta presso la struttura di Mantova per visionare direttamente gli spazi strutturati e confrontarsi con gli operatori. Gli insegnanti, vista la ricaduta formativa positiva e la disponibilità degli operatori e della dirigente scolastica Giovanna Di Re, auspicano di poter proseguire la collaborazione anche nei futuri anni scolastici.

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