Tumore della prostata, PSA e nuovi marcatori

Il Giornale della Previdenza dei Medici e degli Odontoiatri

Anno XVI – N° 9-2011

Pag. 16-17

 

L’INTERVISTA

Il professor Carlo De Dominicis si è laureato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “La Sapienza” di Roma ed ha conseguito la Specializzazione in Urologia con il Prof. Ulrico Bracci.

E’ divenuto Professore Associato prima e Professore Ordinario poi presso l’Università “La Sapienza” di Roma ed è attualmente responsabile dell’Unità Operativa Complessa di Urologia e Tecniche Mininvasive.

E’ direttore della Scuola di Specializzazione in Urologia dell’Università “La Sapienza”

 

Tumore della prostata, PSA e nuovi marcatori

Nonostante le nuove tecniche spetta all’urologo decidere il migliore iter per ogni singolo paziente. È fondamentale conoscere non solo le nuove tecniche diagnostiche a disposizione ma soprattutto le caratteristiche ed i limiti di ognuna di esse

di Carlo Ciocci

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Un virus contro il cancro - speranze verso una cura

La Repubblica.it Salute

LO STUDIO

Un virus contro il cancro - speranze verso una cura

 

Risultati incoraggianti da una sperimentazione clinica descritta su Nature: per la prima volta una terapia antitumorale virale iniettata per via endovenosa si è dimostrata efficace nell'attaccare solo le cellule malate, lasciando intatte quelle sane. Con pochissimi effetti collaterali per i pazienti

 

di ALESSIA MANFREDI

 

La terapia virale potrebbe rivelarsi in futuro un'arma chiave nella lotta contro il cancro. Risultati incoraggianti arrivano da una sperimentazione clinica in cui, per la prima volta, una terapia anti-tumorale a base di un virus parente del vaiolo, iniettato per via endovenosa, si è dimostrata efficace nell'attaccare solo le cellule malate, lasciando invece intatti nell'uomo i tessuti sani.

Il trial, coordinato dal dottor John Bell dell'Ottawa Hospital Research dell'università di Ottawa, in Canada, è stato effettuato su 23 pazienti colpiti da diversi tipi di cancro, in fase avanzata. Su di loro, documentano Bell e colleghi su Nature 1, è stato utilizzato il virus JX-594, ottenuto modificando geneticamente un ceppo virale usato comunemente come vaccino contro il vaiolo, reso ancora più potente contro i tumori. Che si è rivelato capace di distinguere le cellule sane da quelle malate, attaccando solo queste ultime. E, ancora più inaspettatamente, per una fase di sperimentazione iniziale come quella descritta dagli scienziati, è riuscito a tenere sotto controllo la crescita della malattia e in alcuni casi a farla regredire, con pochissimi effetti collaterali per i pazienti.

 

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