Mantova, i ricoverati alle Cure palliative del Poma: «Ridateci subito gli angeli dello Iom»

Dalla Gazzetta di Mantova del 9 giugno 2020

Mantova, i ricoverati alle Cure palliative del Poma:

«Ridateci subito gli angeli dello Iom»


Il reparto ha riaperto da settimane ma senza i volontari. Le famiglie dei malati sono in difficoltà e chiedono quando torneranno

MANTOVA. Li hanno sempre chiamati gli angeli anti-sofferenza e un motivo di sarà pure. Sono i volontari dello Iom (Istituto oncologico mantovano), attualmente circa una settantina riuniti in una Onlus che ha da poco superato i 30 anni vita. Loro, gli “angeli”, sono pronti a tornare in azione in ospedale, manca solo la chiamata. Che però ancora non arriva.

Lo Iom non ha quasi bisogno di presentazioni: donazioni a raffica, di apparecchiature mediche e auto, progetti mirati di ascolto e assistenza, accoglienza e accompagnamento, senza dimenticare il prezioso sostegno finanziario a progetti di ricerca e cura che possano consentire un concreto miglioramento della qualità di vita di pazienti e familiari che lottano contro i tumori. Il tutto tradotto in migliaia di ore trascorse a fianco dei pazienti.


Ma non è tutto: negli anni anche finanziamenti dei piani di formazione del personale sanitario e delle attività per valorizzare il tempo dei ricoverati all’hospice delle Cure palliative, manutenzione dei giardini interni all’ospedale, sponsorizzazione di eventi finalizzati al potenziamento e alla crescita nella sensibilità sociale.

E tra i servizi garantiti ogni giorno ci sono l’accoglienza front office al Day Hospital della struttura di Oncologia Medica ed Ematologia, all'ambulatorio di follow up oncologico e il servizio nel reparto di degenza dell’Oncologia Medica ed Ematologia, alla centrale Cure Palliative domiciliari e all’hospice con accoglienza, ascolto dei pazienti e dei loro familiari.

Lunga premessa, ma doverosa, per dire che tutta questa mole di lavoro è ferma dal 10 marzo a causa dell’emergenza coronavirus che ha bloccato molte attività all’interno del Carlo Poma per recuperare spazi e personale da dedicare alla cura dei pazienti gravi colpiti dal virus.

Uno stop necessario e obbligatorio, perché anche l’hospice, come tanti altri reparti del Poma, era diventato zona Covid. Ma a metà aprile è stato riaperto, sanificato e sono tornati i pazienti tradizionali. Ma non i volontari, che nel frattempo, mercoledì scorso, hanno sanificato e riaperto la loro sede.

Nei mesi del lockdown hanno operato da remoto per la corrispondenza con i pazienti, ma c’è ancora molto lavoro arretrato legato alle pratiche su cartaceo e sugli archivi dei computer della sede.

Ma quello che preme di più è il ritorno nei reparti dove prestano la loro attività di assistenza e di accompagnamento, sia nell’Oncologia Medica che alle Cure Palliative.

«Stiamo attendendo le decisioni che ci auguriamo saranno prese nelle prossime ore – dicono dalla sede dello Iom – in ordine alla possibilità di accedere di nuovo in ospedale. In una riunione preliminare che abbiamo avuto giorni fa ci hanno garantito che alla ripresa dell’attività i volontari avranno a disposizione camici usa e getta, guanti e mascherine a carico dell’ospedale».

Nel frattempo, però, lo Iom aveva già provveduto ad acquistare con fondi propri 1.200 mascherine Ffp2. «I nostri volontari – sottolineano ancora dalla sede ricavata in una vecchia palazzina del Poma – sono già disponibili e almeno una trentina di loro sono pronti per tornare in ospedale, previo ovviamente l’incontro formativo che l’ospedale ci ha promesso».

Nel frattempo, però, alcune famiglie di pazienti ricoverati hanno reclamato a viva voce il loro ritorno, un segnale chiaro e diretto che testimonia il valore del loro lavoro. «Siamo persone che lavorano, anche fuori Mantova – fanno presente – e l’assistenza prestata ai nostri cari dai volontari dello Iom per noi e per gli ammalati è molto preziosa. Auspichiamo il loro ritorno in tempi brevi».

Lo Iom a gennaio si è aggiudicato il premio “MaiSoli”, riservato da Regione Lombardia alle associazioni di volontariato che operano in ambito sanitario e sociosanitario. L’iniziativa, arrivata alla terza edizione, ha confermato il ruolo fondamentale del volontariato all’interno del sistema sociosanitario Lombardo. Il riconoscimento è arrivato nel corso di una cerimonia che si è svolta a Milano. —

Centro di Ascolto

 

Carissimi , da oltre un mese sono intervenuti accadimenti che hanno sconvolto l'esistenza di tutti noi.
I resoconti di queste ultime settimane rappresentano una realtà molto dolorosa che chiama
in causa, come mai prima d' ora, le nostre paure e le nostre angosce.

Da quattro settimane circa, la nostra Associazione non può svolgere la sua preziosa attività di volontariato.
Siamo convinti che lo IOM-ODV può essere vicino a tutte quelle persone, malati e loro congiunti,
per alleviare traumi, sofferenze e soprattutto solitudini.
A tal proposito stiamo programmando, in accordo con la Struttura Ospedaliera, il

CENTRO D' ASCOLTO

e vista l’emergenza dovuta al COVID-19 sarà già attivo, sia telefonicamente che mediante posta elettronica a partire da lunedì 6 aprile 2020,
rivolto ai Volontari, a Familiari e Cittadini tutti , ai seguenti indirizzi e contatti :

Posta elettronica : This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

Telefono : 392-7296463 ( dalle ore 10,00 alle 12,00 e dalle ore 15,30 alle 18 )
Con la speranza " che nulla mai si consuma "
e che da tutto questo possa rinascere una umanità
più umana e solidale che ci faccia sentire Comunità
IL Consiglio Direttivo

 

Iom, 30 anni in un libro «Quanti passi avanti»

Iom, 30 anni in un libro «Quanti passi avanti»

dalla Gazzetta di Mantova dell' 8 Febbraio 2020

Ieri pomeriggio nella sala degli Stemmi di palazzo Soardi è stato presentato il libro curato da Paola Aleotti “Il tempo e i tempi della memoria*’ sulla storia dal 1989 a oggi dello Iom, l’istituto oncologico mantovano che il 25 gennaio si è aggiudicato il premio #MaiSoli riservato dalla Regione Lombardia alle associazioni di volontariato in ambito sanitario e sociosanitario.
In questi trentanni allo Iom hanno operato 300 volontari, attualmente sono 87 e ieri i 27 con oltre dieci anni di servizio - non tutti presenti - sono stati premiati. Trentanni di attività e di continua attenzione ai malati di tumore.
«Rispetto agli anni passati la scienza ha fatto notevoli passi che fanno ben sperare» ha detto il presidente Iom Attilio Anserini. Un pensiero ribadito dal direttore generale dell’Asst “Carlo Poma” Raffaello Stradoni: «Si fa prevenzione, diagnostica precoce, medicina personalizzata e terapie fino alla guarigione e riabilitazione e, dove non sia possibile, al periodo di fine vita con cure palliative che aiutano a vivere bene». Stradoni ha paragonato i volontari Iom al «lievito che dentro la farina fa nascere il pane». Nonostante l’incidenza elevata di tumori, anche il dottor Enrico Aitini ha espresso ottimismo: «Con le attuali terapie immunologiche stiamo risolvendo il problema del mela¬noma e del cancro al polmone e all’intestino». Insieme alla curatrice del libro Aleotti, al presidente Iom Anserini e ai dottori Stradoni e Aitini, nella sala degli Stemmi sono intervenuti tra gli altri il consi¬gliere Iom Luciano Lanza, il vicesindaco Giovanni Buvoli e il giornalista di Telemantova Giulio Cisamolo che ha coordinato gli interventi.

Vivere bene per vivere più a lungo grazie allo Iom

dalla Voce di Mantova del 30 gennaio 2020

Riconoscimento da parte dalla Regione

Vivere bene per vivere più a lungo grazie allo Iom

Un riconoscimento che suggella le iniziative per il trentennale di attività. È il premio #mai soli conseguito daIOM - Istituto Oncologico Mantovano.

Il riconoscimento, giunto alla terza edizione e riservato dalla Regione Lombardia alle associazioni di volontariato che operano in ambito sanitario e sociosanitario, giunge per la prima volta a Mantova.
Nei suoi primi trent’anni di vita, l’associazione ha visto l’adesione di circa 350 volontari, tutti assoldati dopo aver superato un corso di preparazione e formazione a cura di Iom stessa.
Oggi l’associazione conta 85 volontari di cui 65 quotidianamente presenti, a turni, nei reparti di Oncologia e Cure Palliative del Poma.
Quest’anno se ne aggiungeranno altri dodici, tra cui due giovani di 19 e 21 anni.
“Le iniziative per il trentennale si concluderanno il 7 febbraio alle ore 17 nella sala degli Stemmi quando verrà presentato il libro ‘Il tempo e i tempi della memoria’ che racconta la nostra attività, dando voce ai volontari e ai pazienti che abbiamo incontrato”, ha dichiarato Attilio Anserini, presidente dello Iom.
In occasione della ricorrenza, l’associazione ha lanciato anche il Progetto Benessere all’interno della propria sede nell’ospedale mantovano che prevede il rilancio del Laboratorio di estetica oltre alla creazione di due nuovi servizi: un Centro di ascolto e i Gruppi di auto aiuto.
“L’apporto dei volontari è fondamentale per questo anche noi supportiamo l’associazione nel percorso di inserimento e di formazione continua dei candidati”, ha detto Raffaello Stradoni, direttore dell’Asst Mantova “il loro supporto è ancora più prioritario nei casi dei bambini. Tutti i pazienti se vivono bene vivono più a lungo”.

Tiziana Pikler

Sostegno IOM

L’Istituto Oncologico Mantovano – IOM Onlus, da trent’anni punto di riferimento e sostegno delle strutture di Oncologia Medica e Cure Palliative dell’Asst Carlo Poma di Mantova, in questa fase di emergenza sanitaria, non può svolgere il proprio ruolo all’interno dei reparti, obbligatoriamente esentato dalle direttive aziendali, a tutela della salute dei volontari stessi, dei pazienti e dei loro familiari.

Non per questo lo IOM si è messo a riposo ma mantiene contatti con gli operatori facendo sentire la propria vicinanza con lo stanziamento di un assegno di 33.000 € per sostenere economicamente, in toto, la richiesta dell’assegnazione immediata alla struttura di Cure Palliative, ora reparto COVID, per la durata di un anno, di un OPERATORE SOCIO SANITARIO, figura di cui ci è stata segnalata l’assoluta necessità in questo momento drammatico. Inoltre, per permettere ai pazienti oncologici di effettuare le medicazioni e la pulizia PIC in assoluta sicurezza, lo IOM ha donato due poltrone multifunzionali per altri 5.000,00 €.

Consiglio Direttivo

ISTITUTO ONCOLOGICO MANTOVANO

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