PROGRAMMA CORSO PRATICO DI NURTURING TOUCH PER LA RELAZIONE CON PERSONE IN CONDIZIONE DI MALATTIA AVANZATA E TERMINALE

PROGRAMMA CORSO PRATICO DI NURTURING TOUCH PER LA RELAZIONE CON PERSONE IN CONDIZIONE DI MALATTIA AVANZATA E TERMINALE

"Oltre le parole una …carezza per l’anima"

L’approccio alla persona malata  - nel corpo e nell’anima mediante il Nurturing Touch

RESPONSABILE SCIENTIFICO E RELATORE:

MARINELLA CELLAI BAILONE – ESPERTA DEL METODO DI NURTURING TOUCH

IL CORSO E’ RIVOLTO AL PERSONALE DELLA STRUTTURA COMPLESSA DI CURE PALLIATIVE ASST DI MANTOVA E DELLA FONDAZIONE MAZZALI

ED E’ REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELL’ISTITUTO ONCOLOGICO MANTOVANO E DELLA FONDAZIONE MAZZALI

Data  11- 12  NOVEMBRE                                                                               PARTECIPANTI: 20

INTRODUZIONE

Forse non ci abbiamo mai riflettuto ma per molti di noi la via del corpo è preferenziale per dare voce alle nostre emozioni, alla nostra sofferenza e a tutto ciò che non saprebbe emergere attraverso altri linguaggi. Nella vita della persona malata il corpo assume un ruolo diverso. Quel corpo, spesso curato per anni con attenzione e amore, diventa di colpo ostile, sfugge ad ogni controllo, fa soffrire. Ma è comunque pur sempre un corpo che ha bisogno di essere toccato, accarezzato, abbracciato, al di là del decadimento e delle deformazioni causate dalla malattia.

Un lieve contatto, una carezza, fanno sentire alla persona ammalata che essa è ancora degna di rispetto, che continua ad esistere come persona, che è un soggetto di incontro e non solo un oggetto di cura .

Quando la persona si trova nella fase finale della sua vita,  nell’anzianità avanzata o comunque in una situazione di fragilità dovuta a patologia grave tende a “chiudersi”, la comunicazione è sempre più difficile e la solitudine esistenziale diviene la sua inseparabile ed assidua compagna.

Subentrano anche difficoltà oggettive quali il dolore, lo stato confusionale, l‘espressione verbale talora molto faticosa, e difficoltà soggettive quali emozioni inespresse, rabbia, frustrazione, solitudine, disperazione, paura. Ecco allora che attraverso il con-tatto affettivo e il massaggio si può “gettare un ponte”, superare la barriera dell’isolamento ed entrare in una comunicazione, anche intima, con lei. Ciò le permette da un lato di esprimere e condividere  le sue paure, le sue angosce, i suoi interrogativi, dall’altro di percepire il miglioramento fisico ottenuto grazie al massaggio, ed infine di sentire che qualcuno sta “prendendosi cura” di lei nella sua interezza di soma e  psiche, di essere umano unico e irripetibile.

Il Nurturing Touch è il “tocco che nutre”, il massaggio che offre momenti di pace, quiete, serenità e amore. Una modalità basata sul contatto attraverso il massaggio, che consente, anche quando le parole non sono più utilizzabili,  di entrare in comunicazione con l’altro, di superare le barriere della paura e dell’isolamento, di offrire momenti di vero sollievo ai malati ed anche ai loro familiari.

Attraverso il Nurturing Touch si riesce ad assicurare una “presenza vera” accanto a chi  percorre il suo ultimo tratto di vita e a chi si trova nella “grande anzianità”,  condividendo la sua solitudine interiore: una condivisione che implica  l’essere capaci  di guardare “dentro” l’essere umano e di comunicare attraverso  l’espressione di piccoli gesti che manifestano tenerezza e  solidarietà; piccole “sorgenti luminose” che danno luce e senso all’esperienza dell’accudimento e dell’accompagnamento.

OBIETTIVO DEL CORSO:

Il corso si propone migliorare la qualità degli aspetti relazionali che caratterizzano il lavoro svolto dai partecipanti nella loro attività di cura delle persone in condizione di malattia avanzata o terminale.

PROGRAMMA DETTAGLIATO

11 Novembre

14.00   Registrazione partecipanti

14.15 Presentazione del metodo. Cosa è l’Aptonomia e cosa è il Nurturing Touch, come si integrano, caratteristiche principali, significato, filosofia, regole della pratica. Attiviamo i sensi .

15.00 Preparazione: esercizi di respirazione, body scan in piedi, rilassamento guidato, visualizzazione.

15.45 Condivisione

16.00  Pausa

16.10 Rompiamo il ghiaccio. La chiocciola

16.25 Massaggio a spalle, collo e testa, dimostrazione e 2 turni pratica

17.15 - Massaggio al viso, dimostrazione e 2 turni pratica

17.45   Condivisione

12 Novembre

9.00 Accoglienza, respirazione, body scan sdraiati, rilassamento ringraziamento al corpo, visualizzazione;  Meditazione “cuore a cuore”  e condivisione a coppie.

10.30 Pausa

10.40   Massaggio ai piedi , dimostrazione e 2 turni pratica; massaggio alla pancia, dimostrazione e 2 turni pratica; massaggio al braccio e alla mano, dimostrazione e 2 turni pratica,

12.20  Dimostrazione del premassaggio al paziente allettato

12.40 Condivisione a coppie

13.00 Pausa pranzo

14.00  Massaggio a paziente allettato; primo e secondo turno

15.40 accompagnamento del morente

16.30 Condivisione finale

17.30  test di verifica

18.00 chiusura dei lavori

METODOLOGIA                     Lezioni frontali ed esercitazioni

IL CORSO E’ RIVOLTO AL PERSONALE DELLA STRUTTURA COMPLESSA DI CURE PALLIATIVE ASST DI MANTOVA E DELLA FONDAZIONE MAZZALI ED E’ REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELL’ISTITUTO ONCOLOGICO MANTOVANO E DELLA FONDAZIONE MAZZALI

 

 


Cure oncologiche, caschi refrigeranti contro la caduta dei capelli Grazie allo Iom il Poma è il primo ospedale lombardo a utilizzare un'apparecchiatura all'avanguardia contro gli effetti collaterali della chemioterapia

Dalla Gazzetta di Mantova del 15 settembre 2016

Un sistema di raffreddamento che permette di ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia sul cuoio capelluto. La donazione arriva ancora una volta da IOM–Istituto Oncologico Mantovano, nel contesto del piano di intervento di sostegno, da anni attuato in favore delle strutture dell’Asst di Mantova di cui è onlus di riferimento.

Grazie all’acquisizione di un’apparecchiatura di ultima generazione, a favore della struttura complessa di Oncologia diretta dal dottor Maurizio Cantore, il Poma si pone così all’avanguardia, in quanto primo ospedale in grado di fornire questa prestazione nell’ambito della Regione Lombardia. L’alopecia, ovvero la caduta dei capelli, anche se temporanea è uno degli effetti collaterali più evidenti della chemioterapia.

Può essere per alcuni pazienti, prevalentemente donne, l’effetto collaterale più importante, in quanto la percezione della propria immagine corporea viene fortemente alterata, con un impatto negativo sulla qualità della vita. Tale evento può indurre alcune persone a rifiutare un trattamento adeguato alla propria situazione clinica per non incorrere in effetti collaterali non desiderati.

Da tempo si è evidenziato che il refrigeramento del cuoio capelluto può prevenire o ridurre tale problema, riportando percentuali di successo elevate. La riduzione della temperatura porta alla vasocostrizione e ciò rende minima la quantità di sostanza medicinale rilasciata nei follicoli piliferi. Vi è inoltre una riduzione a livello metabolico che riduce l’assorbimento delle sostanze da parte del follicolo. L’apparecchio donato da Iom, fortemente suggerito dallo staff sanitario della struttura e in particolare dalla dottoressa Giovanna Cavazzini, è entrato in funzione in questi giorni.

Utilizza una unità refrigerante a cui sono collegati due caschi in silicone (ciò permette di utilizzarlo contemporaneamente su due pazienti); al suo interno scorre un liquido che mantiene la temperatura costante a -4C. Le cuffie refrigeranti vengono applicate secondo una tempistica individuata dall’azienda produttrice in relazione al tipo di trattamento chemioterapico. Esistono diverse misure di casco (da XS a XL) al fine di dare la copertura più adeguata ad ogni persona. Iom ritiene possibile che l’offerta di un sistema di controllo di uno degli effetti collaterali più temuti, dalle donne in particolare, possa migliorare la qualità di vita della persona e aumentare l’aderenza ai trattamenti proposti.

Lo Iom regala all'Oncologia un ecografo portatile a ultrasuoni

Dalla Gazzetta di Mantova del 27.04.2016

Si tratta di una strumentazione di ultima generazione. L'ecografo è stato ritirato dallo staff del primario Maurizio Cantore

 

MANTOVA. Lo Iom-Istituto Oncologico Mantovano, nel contesto del piano di intervento di sostegno da anni attuato in favore delle strutture dell’Asst di Mantova di cui è onlus di riferimento, ha donato alla struttura Oncologia Medica ed Ematologia, diretta da Maurizio Cantore, un ecografo portabile.

Si tratta di un sistema di immagini diagnostico a ultrasuoni per uso generico destinato a professionisti sanitari qualificati e formati che consente la visualizzazione e la misurazione di strutture e fluidi. Questa soluzione, prima nel suo genere, utilizza un'unica sonda affiancando i trasduttori lineare e settoriale e consentendo un'ampia gamma di applicazioni cliniche.

La sua solidità e portabilità, data dalla dimensioni ridotte, e la sua interfaccia utente intuitiva ne consentono la perfetta integrazione in sessioni di esame e di formazione in luoghi chiusi. È possibile utilizzare le informazioni ottenute per valutazioni generiche o mirate anche insieme ad altri dati medici nell'ambito di diagnosi cliniche durante il monitoraggio di routine e periodico, le valutazioni per il triage e la guida alle procedure per adulti e pazienti pediatrici.

Rubata sorgente della chiesa dono dello lom all’ospedale

Dalla Gazzetta di Mantova del 27 Aprile 2016

Rubata sorgente della chiesa dono dello lom all’ospedale

Rubata all'ospedale Poma una vasca in marmo raffigurante un putto.
Il furto è stato compiuto tra venerdì e sabato. La vasca in marmo, probabilmente del Settecento, tre mesi fa era stata donata dallo lom, l’istituto oncologico mantovano, alla chiesa principale dell’ospedale Carlo Poma. La settimana scorsa, alcuni dipendenti del Poma, a titolo volontario e gratuito, avevano cominciato ad installare la scultura nel cortiletto della chiesa, che si trova nell'area verde interna all’ospedale. 
Avevano già installato il basamento. su cui doveva essere adagiata la vasca che avrebbe dovuto servire da sorgente d'acqua, con un tubo collegato al terreno.
Venerdì la vasca era stata momentaneamente appoggiata in un angolo e sabato, quando i dipendenti sono tornati per continuare il lavoro, era sparita.
La vasca è alta circa un metro e nella parte anteriore mostra il volto di un putto. Chi dovesse averne notizia è pregato di rivolgersi subito alla polizia dell’ospedale, che nel frattempo ha raccolto la denuncia.

Festivaletteratura 2016 - STORIA DI UN CORPO MALATO

Evento n. 184

Ore 15.00 • conservatorio di musica “campiani” • € 6,00

Clara Gallini con Franco La Cecla e Luciano Orsi

 

STORIA DI UN CORPO MALATO

Clara Gallini, antropologa di fama internazionale, allieva e assistente di Ernesto De Martino, ha trascorso la propria vita tra la Sardegna e il mondo inseguendo miracoli, sonnambule e guaritori del terzo millennio. Una malattia che la costringe a un letto d’ospedale la porta a un tratto a spostare lo sguardo etnografico su se stessa e sul proprio corpo. Tutto prende a funzionare in modo diverso: i tempi si dilatano e insieme si accorciano, le vecchie abitudini si perdono, gli spazi dell’intimità sono completamente stravolti. A partire dalla propria esperienze da una memoria tenacemente ricostruita attraverso il filtro della malattia, l’autrice di Incidenti di percorso si confronta con l’antropologo Franco La Cecla e con Luciano Orsi, responsabile della Struttura Complessa di Cure Palliative dell’Ospedale di Mantova, sulla perdita dell’autonomia personale, sui significati che attribuiamo al corpo colpito dall’ infermità, sulla consapevolezza della vecchiaia.

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