La lotta al cancro diventa lotta agli sprechi

Libero ATTUALITA’

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17 maggio 2013

 

Giornata nazionale del malato oncologico

 

La lotta al cancro diventa lotta agli sprechi

Contro strutture mediche inadeguate e risorse mal gestite sul territorio da parte dello Stato ci salva l’associazionismo

 

FABIO CORTI

«Riconoscere al malato di cancro il diritto di stare al mondo, da protagonista e non da vittima». In queste parole Francesco De Lorenzo riassume lo spirito che anima Favo, la Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia, della quale è presidente. L’ex ministro della Sanità era presente ieri - assieme ai vertici delle principali realtà nella galassia della lotta al cancro - all’apertura dell’ottava Giornata nazionale del malato oncologico (Roma, 16-19 maggio).

Nonostante i continui progressi della medicina, che fanno registrare una riduzione significativa della mortalità complessiva per cancro - il calo è del 12% nei maschi e del 6% tra le femmine - all’orizzonte si stanno formando nuove nubi: i Costi. La crisi economico-finanziaria che sta attraversando Stati Uniti cd Europa ricade anche sul mondo della sanità, che necessita di importanti risorse per poter assicurare cure sempre migliori per pazienti sempre più longevi. Risorse che ora sono minacciate. E se la politica è incapace di dare risposte al problema - almeno nell’immediato. sommersa da indicatori economici tremendi a 360 gradi - ecco che tocca al mondo dell’associazionismo sanitario: concentrarsi per fronteggiare (anche) questa criticità.

Il Rapporto 2013 sulla condizione assistenziale dei malati oncologici affronta con particolare attenzione proprio il versante della sostenibilità economica. L’idea è quella— semplice ed efficace — di tracciare una rotta degli sprechi lungo la quale effettuare tagli mirati. Nulla ha effetti più negativi sull’esito dell’attività clinica, difatti, dei tagli indiscriminati (cosiddetti «lineari») che le istituzioni mettono in pratica per ottenere un risparmio ma senza applicare il filtro, che risulta invece decisivo, della più profonda conoscenza medico-scientifica.

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Musica, poesia e arte per non dimenticare chi è già volato via

Dalla Gazzetta di Mantova del 1 Giugno 2013

Morte, dolore. Parole che fanno paura e che le persone tendono ad evitare, quasi come fossero universi a loro lontani. Accade però, a volte, che queste travolgano la nostra vita lasciandoci esterrefatti davanti alla nostra impotenza. Forse questo è uno dei principali motivi per cui lo Iom e le Cure Palliative dell’ospedale di Mantova hanno deciso di istituire, nell'ultimo venerdì di maggio di ogni anno, la giornata del ricordo. Un momento per ricordare chi non c'è più, ma anche un'occasione per ringraziare chi, come i dottori, gli infermieri e i volontari che operano in queste strutture, accompagna il malato nel migliore dei modi verso la fine della sua vita.

Filo conduttore l'arte, che sfiora le cinquanta persone presenti con la lettura dei passi di un libro, la musica o dei quadri. Presenti pazienti, familiari, bambini, personale sanitario e il vescovo Roberto Busti. Dopo la rappresentazione teatrale de “L'uomo dal fiore in bocca”, a cura dei ragazzi del liceo scientifico Belfiore, e la lettura di alcuni passi del libro “La notte può attendere” di Elena Miglioli, responsabile dell’ufficio stampa del Poma, è stato proprio Busti a rivolgere al pubblico commoventi parole, emozionando un'atmosfera già carica di sentimento. «La vita è fatta di anime che si intrecciano tra loro – ha sussurrato il vescovo – senza che nessuna sia mai al centro di tutto ma rendendole ciascuna unica e legata alle altre, soprattutto nel momento del bisogno. L'amore genera amore, fa parte di una vita che deve essere vissuta con carezze, sostegno, sorrisi anche nel momento della difficoltà. Come la morte, che è un momento naturale della vita che non bisogna temere: è un nuovo inizio, non una fine».

Come cornice, un momento altrettanto emozionante: i bambini familiari dei pazienti hanno fatto volare nel cielo decine di palloncini colorati, perché volino nel cielo come nuove speranze di vita per accompagnare i nostri cari in un mondo migliore.

Dopo le musiche dei ragazzi del conservatorio la mostra dei quadri realizzati dagli studenti dell'istituto d'arte Giulio Romano e degli universitari di Laba di Brescia. I loro dipinti, appesi alle pareti della struttura, renderanno i locali più accoglienti e famigliari. Una giornata di emozioni e bellezza, per riscoprire la purezza del ricordo e la dolcezza di come la fragilità della vita trovi un senso anche nella sua fine.

Martina Adami

 

Mantova Salute Marzo - Aprile 2013

Da Mantova Salute  Marzo - Aprile 2013  Azienda Ospedaliera Carlo Poma di Mantova

Dvd e pièce teatrale con i giovani per la prevenzione dei tumori progetto dell’istituto iom e il liceo belfiore per avvicinare gli studenti alla malattia oncologica attraverso l’arte e l’informazione


Dall’anno scolastico 2007/2008 l’Istituto Oncologico Mantovano (IOM onlus) promuove, su richiesta di alcuni docenti del Liceo Scientifico “Belfiore”di Mantova desiderosi di approfondire i temi legati alla malattia neoplastica, un progetto inerente la prevenzione oncologica da rivolgere agli studenti dell’Istituto stesso.Obiettivo del progetto è l’avvicinamento dei giovani alla malattia oncologica attraverso lo strumento della conoscenza scientifica e psicologica al fine di prevenirla mettendo in atto corrette norme comportamentali quali stili di vita, alimentazione e attività fisica.Prima di procedere alla stesura del progetto e anche per chiarire meglio le richieste della scuola è stata necessaria una lunga serie di incontri con i docenti, con il dirigente scolastico, i rappresentanti degli studenti e i consigli di classe.

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TESTIMONIANZE Non solo dolore.

Gazzetta di Mantova Lunedì 25 Febbraio 2013 Pag. 14

TESTIMONIANZE

Non solo dolore.

Il libro della Miglioli sulle Cure palliative

Una raccolta di testimonianze, ritratti, storie che emergono dalle stanze della malattia terminale dove, al contrario di quanto ci si potrebbe aspettare, si trova speranza e fiducia nella vita. La cultura delle Cure Palliative ha bisogno di essere diffusa, insieme al messaggio che vale la pena vivere, con dignità e riducendo al minimo la sofferenza, fino all’ultimo istante. E questo il messaggio del libro di Elena Miglioli, responsabile della comunicazione del Poma, intitolato ”La notte può attendere. Lettere e storie di speranza nelle stanze della malattia terminale”, edizioni Paoline. Con un taglio narrativo la penna dell’autore si muove tra personaggi reali, che sono stati curati dagli operatori di Mantova in hospice o a domicilio, e immaginari, alla ricerca di quegli sprazzi di intensità, che qualcuno ha potuto magari raggiungere solo in condizioni di malattia.

Il libro, che vuole essere anche un omaggio ai professionisti e ai volontari che lavorano tutti i giorni nel reparto, è arricchito da una prefazione di monsignor Giovanni Nicolini, dall’introduzione di Luciano Orsi, direttore della struttura Cure Palliative del Poma, dalla psicologa Paola Aleotti, e dalla postfazione del direttore generale Luca Stucchi.

Lo Iom regala cinque auto al Poma

Dalla Gazzetta di Mantova 20 Aprile 2013

DONAZIONE

Lo Iom regala cinque auto al Poma

Per l’assistenza domiciliare ai malati oncologici saliti a oltre 1.500

(nella foto da sinistra: Barbara Speziali, Attilio Anserini, il Dr. Luciano Orsi, Adelelmo Spagna)

Si è conclusa nella giornata di ieri la donazione di autovetture destinate alla struttura di cure palliative dell'azienda ospedaliera Carlo Poma da parte di Iom, l'istituto oncologico del territorio mantovano.

L'associazione ha destinato cinque nuovi veicoli, tutti provvisti degli strumenti necessari e di un navigatore satellitare, di cui i professionisti della terapia potranno servirsi per adempiere alla richiesta di assistenza domiciliare di tutto il territorio mantovano. A supervisionare la consegna delle chiavi il presidente di Iom Attilio Anserini e Luciano Orsi, direttore della struttura cure palliative sia per quanto riguarda l'hospice che per il percorso di ospedalizzazione domiciliare.

«Un ripetuto atto di donazione convalidato dal supporto del direttore, della struttura e di tutti i cittadini che hanno contribuito volontariamente all'acquisto dei mezzi», spiega Anserini riferendosi al parco auto donato da Iom, che ad oggi ammonta complessivamente a tredici vetture. Una sinergia che si pone l'obiettivo di accompagnare i pazienti e le rispettive famiglie nel percorso della malattia, oggi sempre più richiesto nell'assistenza domiciliare. I pazienti curati nelle proprie abitazioni infatti sono aumentati notevolmente negli ultimi due anni rispetto a quelli curati nell'hospice, per un totale di 1.502 contro i 1.292. Il dato lascia intendere, come spiega Orsi, una preferenza da parte dei pazienti di essere curati nell'ambiente domestico ottenendo comunque prestazioni adeguate alle loro necessità. Un servizio ottimale che vede rilanciata la progressione dell'ospedalizzazione domiciliare, secondo le nuove normative nazionali prossima ad essere rivolta a tutti i pazienti e non solo a quelli oncologici.

I numeri del reparto del Poma sono in costante crescita: nella divisione vengono ricoverati circa 300 pazienti all’anno; a domicilio, invece, nel 2012 sono stati gestiti  567 malati.

La rete di cure palliative è composta dall’ospedalizzazione domiciliare, dall’Hospice, dall’ambulatorio specialistico e dalle consulenze specialistiche nei reparti di degenza o a domicilio. Secondo la filosofia che ispira la struttura, un’assistenza di buona qualità deve offrire la possibilità di trascorrere la maggior parte della vita in famiglia, con una buona gestione dei sintomi e la garanzia della protezione sanitaria e sociale.

Martina Adami

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