PROGRAMMA CORSO “ACCOGLIERE, ASCOLTARE, ACCOMPAGNARE ”

PROGRAMMA CORSO

“ACCOGLIERE,  ASCOLTARE, ACCOMPAGNARE ”

 

Giovedì   31 Ottobre 2013     18.00 – 20.00

Presentazione dello Iom:aree di intervento - Presentazione del corso e sue finalità -  Presentazione dei partecipanti

Attilio Anserini     Presidente IOM      -D.ssa Paola Aleotti    Psiconcologa

 

Martedì 5 Novembre 2013   18.00 – 20.00

D.H, degenza, ambulatori oncologici: aspetti organizzativi ed operativi

- Patrizia Germiniasi    Coordinatrice Infermieristica    S.C. Oncologia   Ospedale”Carlo Poma”

 

Giovedì 7 Novembre 2013   18.00 – 20.00

Hospice e ospedalizzazione domiciliare: aspetti organizzati ed operativi (il nursing, i gesti di cura)

-D.ssa Rosy Cabarcas   Resp. Sitra Cure Palliative

-Rossana Sogni   Coordinatrice Infermieristica   Hospice Cure Palliative   Ospedale “Carlo Poma”

 

Martedì 12 Novembre 2013  18.00 – 20.00

Le Cure Palliative:aspetti generali, etici, professionali

-Dr. Luciano Orsi Direttore  S.C. Cure Palliative  Ospedale “Carlo Poma”

 

Giovedì 14 Novembre 2013   18.00 – 20.00

La malattia oncologica: diagnosi, terapie, effetti collaterali, recidive…

-Dott.Roberto Barbieri  Primario  S.C.Oncologia ed Ematologia Ospedale “C.Poma”

 

Martedì    19 Novembre  2013   18.00 – 20.00

Struttura Ospedaliera - Norme sulla sicurezza e Privacy

Dott. Marco Venturini  Responsabile V.I.P. (Volontari incontrano i Professionisti)

 

Giovedì 21 Novembre   18.00 – 20.00

Il vissuto di malattia, nel paziente e nella famiglia

D.ssa Paola Aleotti        Psiconcologa

 

Martedì 26 Novembre 2013   18.00 – 20.00

I processi relazionali e i linguaggi della comunicazione:le parole, i silenzi,l’ascolto

-D.ssa Alessia Sempreboni  Psiconcologa  S.C. Cure Palliative Ospedale “Carlo Poma”

 

Giovedì    28 Novembre 2013 18.00 – 20.00

La centralità della  relazione  Il significato psicologico del prendersi cura

-D.ssa Paola Aleotti  Psiconcologa

Martedì 3 Dicembre 2013   18.00 – 20.00

Il gruppo di lavoro e l’importanza delle dinamiche di gruppo

-D.ssa Paola Aleotti   Psiconcologa

 

Giovedì  5 Dicembre 2013   18.00 – 20.00

Il ruolo del volontario (motivazione,responsabilità,condivisione collaborazione, appartenenza….)

-D.ssa Paola Aleotti   Psiconcologa

 

Martedì 10 Dicembre

18.00 – 19.30   Testimonianze dei volontari che già operano nei vari settori

-Volontari IOM   -D.ssa Paola Aleotti   Psiconcologa

19.30– 20.00     Chiusura del corso

-Attilio Anserini    Presidente IOM

Nuovo primario di Oncologia La nomina era attesa da 18 mesi

Gazzetta di Mantova  2 Agosto 2013

di Roberto Bo

Una nomina attesa da un anno e mezzo. Era gennaio dell’anno scorso quando il dottor Enrico Aitini, per più di dieci anni primario dell’Oncologia del Carlo Poma, salutava colleghi e pazienti per andare in pensione. Da quel giorno il reparto fu affidato ad interim al capo del dipartimento Medico e primario della Medicina, Pier Paolo Vescovi, che tra l’altro aveva anche la gestione della Geriatria. Nei giorni scorsi la direzione dell’ospedale di Mantova ha finalmente nominato il successore di Aitini. Il nuovo primario è un volto noto del reparto: il dottor Roberto Barbieri, 47 anni, residente a Parma, in forza all’Oncologia dal 2003. Specializzato in oncologia medica e da anni referente per i tumori testa-collo e prostata, il dottor Barbieri ha ricevuto un incarico da facente funzione con scadenza a fine anno. Una formalità, visto che fino a quando non sarà bandito il concorso pubblico il nuovo primario manterrà la direzione del reparto. La nomina di un primario effettivo a capo dell’Oncologia arriva dopo mesi di insistenti richieste da parte dei pazienti e del mondo politico. Molte le lettere arrivate anche alla Gazzetta di Mantova, nelle quali i cittadini si chiedevano per quale motivo non si procedesse alla nomina in un reparto così importante. Nei giorni scorsi il consigliere regionale del Pd Marco Carra aveva sollevato il problema della mancata nomina di un primario in Oncologia. L’azienda ospedaliera aveva risposto «di aver già chiesto e ottenuto dalla Regione l'autorizzazione alla copertura, tramite selezione pubblica, di tre posti i struttura complessa: Oncologia, Malattie Infettive, Ostetricia e Ginecologia. Tuttavia la legge Balduzzi ha modificato le modalità di attivazione dei concorsi per l'assunzione dei direttori di struttura, demandando alle Regioni di disciplinare i criteri e le procedure per il conferimento degli incarichi. A tutt’oggi l'azienda ospedaliera non può pertanto bandire i relativi avvisi di selezione ma deve limitarsi ad attribuire incarichi di direttore facente funzione».

 

La lotta al cancro diventa lotta agli sprechi

Libero ATTUALITA’

Pag. 19

17 maggio 2013

 

Giornata nazionale del malato oncologico

 

La lotta al cancro diventa lotta agli sprechi

Contro strutture mediche inadeguate e risorse mal gestite sul territorio da parte dello Stato ci salva l’associazionismo

 

FABIO CORTI

«Riconoscere al malato di cancro il diritto di stare al mondo, da protagonista e non da vittima». In queste parole Francesco De Lorenzo riassume lo spirito che anima Favo, la Federazione delle associazioni di volontariato in oncologia, della quale è presidente. L’ex ministro della Sanità era presente ieri - assieme ai vertici delle principali realtà nella galassia della lotta al cancro - all’apertura dell’ottava Giornata nazionale del malato oncologico (Roma, 16-19 maggio).

Nonostante i continui progressi della medicina, che fanno registrare una riduzione significativa della mortalità complessiva per cancro - il calo è del 12% nei maschi e del 6% tra le femmine - all’orizzonte si stanno formando nuove nubi: i Costi. La crisi economico-finanziaria che sta attraversando Stati Uniti cd Europa ricade anche sul mondo della sanità, che necessita di importanti risorse per poter assicurare cure sempre migliori per pazienti sempre più longevi. Risorse che ora sono minacciate. E se la politica è incapace di dare risposte al problema - almeno nell’immediato. sommersa da indicatori economici tremendi a 360 gradi - ecco che tocca al mondo dell’associazionismo sanitario: concentrarsi per fronteggiare (anche) questa criticità.

Il Rapporto 2013 sulla condizione assistenziale dei malati oncologici affronta con particolare attenzione proprio il versante della sostenibilità economica. L’idea è quella— semplice ed efficace — di tracciare una rotta degli sprechi lungo la quale effettuare tagli mirati. Nulla ha effetti più negativi sull’esito dell’attività clinica, difatti, dei tagli indiscriminati (cosiddetti «lineari») che le istituzioni mettono in pratica per ottenere un risparmio ma senza applicare il filtro, che risulta invece decisivo, della più profonda conoscenza medico-scientifica.

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Musica, poesia e arte per non dimenticare chi è già volato via

Dalla Gazzetta di Mantova del 1 Giugno 2013

Morte, dolore. Parole che fanno paura e che le persone tendono ad evitare, quasi come fossero universi a loro lontani. Accade però, a volte, che queste travolgano la nostra vita lasciandoci esterrefatti davanti alla nostra impotenza. Forse questo è uno dei principali motivi per cui lo Iom e le Cure Palliative dell’ospedale di Mantova hanno deciso di istituire, nell'ultimo venerdì di maggio di ogni anno, la giornata del ricordo. Un momento per ricordare chi non c'è più, ma anche un'occasione per ringraziare chi, come i dottori, gli infermieri e i volontari che operano in queste strutture, accompagna il malato nel migliore dei modi verso la fine della sua vita.

Filo conduttore l'arte, che sfiora le cinquanta persone presenti con la lettura dei passi di un libro, la musica o dei quadri. Presenti pazienti, familiari, bambini, personale sanitario e il vescovo Roberto Busti. Dopo la rappresentazione teatrale de “L'uomo dal fiore in bocca”, a cura dei ragazzi del liceo scientifico Belfiore, e la lettura di alcuni passi del libro “La notte può attendere” di Elena Miglioli, responsabile dell’ufficio stampa del Poma, è stato proprio Busti a rivolgere al pubblico commoventi parole, emozionando un'atmosfera già carica di sentimento. «La vita è fatta di anime che si intrecciano tra loro – ha sussurrato il vescovo – senza che nessuna sia mai al centro di tutto ma rendendole ciascuna unica e legata alle altre, soprattutto nel momento del bisogno. L'amore genera amore, fa parte di una vita che deve essere vissuta con carezze, sostegno, sorrisi anche nel momento della difficoltà. Come la morte, che è un momento naturale della vita che non bisogna temere: è un nuovo inizio, non una fine».

Come cornice, un momento altrettanto emozionante: i bambini familiari dei pazienti hanno fatto volare nel cielo decine di palloncini colorati, perché volino nel cielo come nuove speranze di vita per accompagnare i nostri cari in un mondo migliore.

Dopo le musiche dei ragazzi del conservatorio la mostra dei quadri realizzati dagli studenti dell'istituto d'arte Giulio Romano e degli universitari di Laba di Brescia. I loro dipinti, appesi alle pareti della struttura, renderanno i locali più accoglienti e famigliari. Una giornata di emozioni e bellezza, per riscoprire la purezza del ricordo e la dolcezza di come la fragilità della vita trovi un senso anche nella sua fine.

Martina Adami

 

Come aiutare i malati di cancro

Il Giornale 3 giugno 2013 Pag. 33

 

OSPEDALI Necessitano forme di assistenza alternative

Come aiutare i malati di cancro

Va garantito anche il reinserimento sociale al paziente che diventa cronico

Luigi Cucchi

Un nuovo modello di assistenza per i pazienti colpiti dal cancro. Oggi è una esigenza sempre più condivisa. Solo l’ospedale non basta, ci si deve orientare anche su forme alternative: ricoveri diurni, maggiore coinvolgimento dei medici di famiglia nelle fasi successive ai trattamenti nosocomiali, servizi ambulatoriali, domiciliari e residenziali.

Ogni anno nel nostro Paese si registrano 364mi1a nuovi casi di tumore: 202.500(56%) negli uomini e l62mila (44%) nelle donne. La spending review può rappresentare un’occasione, purché la norma venga interpretata correttamente. Il taglio dei posti letto richiesto dal provvedimento non può essere realizzato senza considerare le esigenze dei malati oncologici. Lo sostiene la Favo (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) che lo ha affermato di nuovo in occasione della VIII Giornata del malato oncologico. La Favo è formata da oltre 25.000 volontari che assistono in tutta Italia i malati e le loro famiglie.

«Il 30% dei pazienti con cancro muore in strutture ospedaliere destinate al contrasto di patologie acute, generando gravi sofferenze umane e familiari. E’chiara l’inappropriatezza di questi ricoveri», afferma il professor Francesco De Lorenzo, presidente Favo, ricordando che la patologia tumorale è divenuta un’emergenza che non può essere relegata ne1 privato di chi ne è vittima, perché riguarda l’intera collettività sia sul piano della prevenzione sia della cura». Mille nuovi casi al giorno nel 2012, 4 milioni di persone (famigliari e caregiver) che si prendono cura dei malati, con il 33% di disabilità e inabilità riconosciute dall’INPS e con il 4% della popolazione che ha avuto una diagnosi di tumore: questo è il cancro.

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