Cancro al seno, Istituto Veronesi più vicino

dalla Gazzetta di Mantova del 31 Gennaio 2017

Fisioterapista del Poma diventa riferimento provinciale per le donne operate al centro milanese

Filo diretto tra lo IEO-Istituto Europeo di Oncologia e la Medicina Fisica e Riabilitativa dell' ASST di Mantova. Grazie all'Istituto Oncologico Mantovano,presieduto da Attilio Anserini e da sempre impegnato nel favorire l'aggiornamento dei professionisti che operano con pazienti oncologici, la fisioterapista del Poma Laura Mutti ha partecipato al percorso formativo “La Fisioterapia dopo Chirurgia per Carcinoma Mammario”, che si è svolto allo IEO di Milano, fondato da Umberto Veronesi. Al termine del corso la fisioterapista dell'Asst di Mantova è stato inserito nell'elenco dei fisioterapisti cui lo Ieo fa riferimento sul territorio nazionale.Da ora in poi anche le donneche si rivolgono all’ospedale milanese per l'intervento chirurgico saranno indirizzate alla Medicina Fisica e Riabilitativa dell'ospedale di Mantova,diretta da Paolo Bovo, per proseguire nel recupero motorio che include oltre alla Rieducazione Funzionale anche il trattamento manuale delle cicatrici e delle Aws (piccoli cordoncini fibrotici dolorosi), il linfotapinge il linfodrenaggio. Tutto questo in sedute individuali in cui il rapporto paziente-fisioterapista diventa parte integrante del trattamento. In caso di problemi il contatto con  i fisioterapisti Ieo è costante, a ulteriore garanzia per la paziente.La formazione di colleghi in tutta Italia è un obiettivo importante per lo IEO, in particolar e per quanto riguarda le donne operate al seno. Infatti all'istituto si rivolgono pazienti da tutta Italia e dall'estero ed è garantito loro il trattamento fisioterapico nell'immediato post-operatorio. Tuttavia, poche pazienti possono restare aMilano per tutta la durata delle terapie successive all' intervento.Da qui la necessità di avere un elenco di colleghi cui indirizzare le pazienti dopo il ritorno a casa.La fisioterapista di Mantova ha potuto affiancare i colleghi milanesi nel loro lavoro sia in reparto sia negli ambulatori edi scambiare con loro osservazioni ed esperienze.Si è potuto verificare sulcampo che i tempi e le modalità di intervento attuate al Carlo Poma ed all’Istituto europeo nell'immediato pos-toperatorio sono sostanzialmente sovrapponibili.A favore dell'ospedale di Mantova c'è la presa in carico immediata nel momento della dimissione (l'appuntamento per la sedute di Riabilitazione viene fissato entro pochi giorni),esperienza apprezzata dai colleghi Ieo. «L'Asst di Mantova– si legge in una nota dell’ospedale – offre un percorso senologico completo di alto livello, che segue la donna con problemi di patologia mammaria dalla diagnosi alla cura eal follow-up, integrando professionisti delle strutture di Chirurgia Senologica, Radiologia,Psicologia Clinica e Medicina Fisica e Riabilitativa».

Musica e tecniche di relax a sostegno dei malati gravi

Gazzetta di Mantova 17 Novembre 2016

Musica e tecniche di relax a sostegno dei malati gravi

L’iniziativa al Poma con lo Iom destinata ai reparti di Oncologia e Cure palliative.

Tregua all’ansia tramite musica, reiki, terapia con gli animali e laboratori estetici

di Luca Scattolini

Dalla musica al reiki, dalla pet therapy ai laboratori estetici. Tecniche diverse per valorizzare il tempo e lo spazio dell'attesa, che negli ospedali sono generalmente carichi di ansia, in particolare per pazienti che soffrono di malattie oncologiche e terminali. Queste sono le attività che grazie al sostegno dello Iom (Istituto oncologico mantovano) vengono proposte a pazienti e familiari dalle strutture di cure palliative e oncologia.

L'iniziativa – presentata, tra gli altri, dal direttore sanitario del Carlo Poma Maurizio Galavotti, dal vice primario di oncologia Roberto Barbieri, dal primario delle cure palliative Laura Rigotti, dalla responsabile infermieristica di Cure palliative Rocio Cabarcas, il presidente dello Iom Attilio Anserini e la psicologa dello Iom Paola Aleotti – nasce dalla collaborazione tra oncologi, palliativisti e volontari con l'obiettivo di consolidare idee già esistenti e introdurne di nuove.


«Si tratta di tecniche "diversionali" basate su un'unica ipotesi – ha spiegato Galavotti – il cambiamento dello stato psicologico può ripercuotersi positivamente a livello organico, attraverso il coinvolgimento del corpo. I benefici attesi sono molteplici: miglioramento della qualità della vita, effetto rilassante e riequilibrante, accrescimento della consapevolezza, distacco emotivo anche se temporaneo da situazioni stressanti, controllo dell'ansia, miglioramento della comunicazione e della relazione tra malati e operatori sanitari».

Nell'ambito delle iniziative la musicoterapia ha come obbiettivo primario il promuovere, agendo sul livello fisico, psicologico e sociale, il benessere dell'individuo in termini di armonia ed equilibrio, la gestione e la percezione del dolore, dell'ansia, dell'umore, della difficoltà comunicativa, del senso di afflizione.

In che cosa consiste? L'attività consiste nel cantare o suonare canzoni per arrivare fino alla composizione di brani e alla costruzioni di strumenti musicali. Il Reiki consiste in una tecnica di riequilibrio energetico elaborata in Giappone nel 1920. Per quel che riguarda la pet therapy, la terapia con gli animali domestici, si tratta di un intervento ludico-creativo e di socializzazione con lo scopo di migliorare la qualità della vita rievocando ricordi positivi legati agli animali.

Infine il laboratorio di estetica che coinvolge quattro estetiste, due delle quali hanno acquisito una competenza specifica con pazienti oncologici. Il sostegno e la supervisione del progetto è affidato a due psicologhe che operano nei due reparti di Oncologia e di Cure palliative.


PROGRAMMA CORSO PRATICO DI NURTURING TOUCH PER LA RELAZIONE CON PERSONE IN CONDIZIONE DI MALATTIA AVANZATA E TERMINALE

PROGRAMMA CORSO PRATICO DI NURTURING TOUCH PER LA RELAZIONE CON PERSONE IN CONDIZIONE DI MALATTIA AVANZATA E TERMINALE

"Oltre le parole una …carezza per l’anima"

L’approccio alla persona malata  - nel corpo e nell’anima mediante il Nurturing Touch

RESPONSABILE SCIENTIFICO E RELATORE:

MARINELLA CELLAI BAILONE – ESPERTA DEL METODO DI NURTURING TOUCH

IL CORSO E’ RIVOLTO AL PERSONALE DELLA STRUTTURA COMPLESSA DI CURE PALLIATIVE ASST DI MANTOVA E DELLA FONDAZIONE MAZZALI

ED E’ REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELL’ISTITUTO ONCOLOGICO MANTOVANO E DELLA FONDAZIONE MAZZALI

Data  11- 12  NOVEMBRE                                                                               PARTECIPANTI: 20

INTRODUZIONE

Forse non ci abbiamo mai riflettuto ma per molti di noi la via del corpo è preferenziale per dare voce alle nostre emozioni, alla nostra sofferenza e a tutto ciò che non saprebbe emergere attraverso altri linguaggi. Nella vita della persona malata il corpo assume un ruolo diverso. Quel corpo, spesso curato per anni con attenzione e amore, diventa di colpo ostile, sfugge ad ogni controllo, fa soffrire. Ma è comunque pur sempre un corpo che ha bisogno di essere toccato, accarezzato, abbracciato, al di là del decadimento e delle deformazioni causate dalla malattia.

Un lieve contatto, una carezza, fanno sentire alla persona ammalata che essa è ancora degna di rispetto, che continua ad esistere come persona, che è un soggetto di incontro e non solo un oggetto di cura .

Quando la persona si trova nella fase finale della sua vita,  nell’anzianità avanzata o comunque in una situazione di fragilità dovuta a patologia grave tende a “chiudersi”, la comunicazione è sempre più difficile e la solitudine esistenziale diviene la sua inseparabile ed assidua compagna.

Subentrano anche difficoltà oggettive quali il dolore, lo stato confusionale, l‘espressione verbale talora molto faticosa, e difficoltà soggettive quali emozioni inespresse, rabbia, frustrazione, solitudine, disperazione, paura. Ecco allora che attraverso il con-tatto affettivo e il massaggio si può “gettare un ponte”, superare la barriera dell’isolamento ed entrare in una comunicazione, anche intima, con lei. Ciò le permette da un lato di esprimere e condividere  le sue paure, le sue angosce, i suoi interrogativi, dall’altro di percepire il miglioramento fisico ottenuto grazie al massaggio, ed infine di sentire che qualcuno sta “prendendosi cura” di lei nella sua interezza di soma e  psiche, di essere umano unico e irripetibile.

Il Nurturing Touch è il “tocco che nutre”, il massaggio che offre momenti di pace, quiete, serenità e amore. Una modalità basata sul contatto attraverso il massaggio, che consente, anche quando le parole non sono più utilizzabili,  di entrare in comunicazione con l’altro, di superare le barriere della paura e dell’isolamento, di offrire momenti di vero sollievo ai malati ed anche ai loro familiari.

Attraverso il Nurturing Touch si riesce ad assicurare una “presenza vera” accanto a chi  percorre il suo ultimo tratto di vita e a chi si trova nella “grande anzianità”,  condividendo la sua solitudine interiore: una condivisione che implica  l’essere capaci  di guardare “dentro” l’essere umano e di comunicare attraverso  l’espressione di piccoli gesti che manifestano tenerezza e  solidarietà; piccole “sorgenti luminose” che danno luce e senso all’esperienza dell’accudimento e dell’accompagnamento.

OBIETTIVO DEL CORSO:

Il corso si propone migliorare la qualità degli aspetti relazionali che caratterizzano il lavoro svolto dai partecipanti nella loro attività di cura delle persone in condizione di malattia avanzata o terminale.

PROGRAMMA DETTAGLIATO

11 Novembre

14.00   Registrazione partecipanti

14.15 Presentazione del metodo. Cosa è l’Aptonomia e cosa è il Nurturing Touch, come si integrano, caratteristiche principali, significato, filosofia, regole della pratica. Attiviamo i sensi .

15.00 Preparazione: esercizi di respirazione, body scan in piedi, rilassamento guidato, visualizzazione.

15.45 Condivisione

16.00  Pausa

16.10 Rompiamo il ghiaccio. La chiocciola

16.25 Massaggio a spalle, collo e testa, dimostrazione e 2 turni pratica

17.15 - Massaggio al viso, dimostrazione e 2 turni pratica

17.45   Condivisione

12 Novembre

9.00 Accoglienza, respirazione, body scan sdraiati, rilassamento ringraziamento al corpo, visualizzazione;  Meditazione “cuore a cuore”  e condivisione a coppie.

10.30 Pausa

10.40   Massaggio ai piedi , dimostrazione e 2 turni pratica; massaggio alla pancia, dimostrazione e 2 turni pratica; massaggio al braccio e alla mano, dimostrazione e 2 turni pratica,

12.20  Dimostrazione del premassaggio al paziente allettato

12.40 Condivisione a coppie

13.00 Pausa pranzo

14.00  Massaggio a paziente allettato; primo e secondo turno

15.40 accompagnamento del morente

16.30 Condivisione finale

17.30  test di verifica

18.00 chiusura dei lavori

METODOLOGIA                     Lezioni frontali ed esercitazioni

IL CORSO E’ RIVOLTO AL PERSONALE DELLA STRUTTURA COMPLESSA DI CURE PALLIATIVE ASST DI MANTOVA E DELLA FONDAZIONE MAZZALI ED E’ REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DELL’ISTITUTO ONCOLOGICO MANTOVANO E DELLA FONDAZIONE MAZZALI

 

 


Cure oncologiche, caschi refrigeranti contro la caduta dei capelli Grazie allo Iom il Poma è il primo ospedale lombardo a utilizzare un'apparecchiatura all'avanguardia contro gli effetti collaterali della chemioterapia

Dalla Gazzetta di Mantova del 15 settembre 2016

Un sistema di raffreddamento che permette di ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia sul cuoio capelluto. La donazione arriva ancora una volta da IOM–Istituto Oncologico Mantovano, nel contesto del piano di intervento di sostegno, da anni attuato in favore delle strutture dell’Asst di Mantova di cui è onlus di riferimento.

Grazie all’acquisizione di un’apparecchiatura di ultima generazione, a favore della struttura complessa di Oncologia diretta dal dottor Maurizio Cantore, il Poma si pone così all’avanguardia, in quanto primo ospedale in grado di fornire questa prestazione nell’ambito della Regione Lombardia. L’alopecia, ovvero la caduta dei capelli, anche se temporanea è uno degli effetti collaterali più evidenti della chemioterapia.

Può essere per alcuni pazienti, prevalentemente donne, l’effetto collaterale più importante, in quanto la percezione della propria immagine corporea viene fortemente alterata, con un impatto negativo sulla qualità della vita. Tale evento può indurre alcune persone a rifiutare un trattamento adeguato alla propria situazione clinica per non incorrere in effetti collaterali non desiderati.

Da tempo si è evidenziato che il refrigeramento del cuoio capelluto può prevenire o ridurre tale problema, riportando percentuali di successo elevate. La riduzione della temperatura porta alla vasocostrizione e ciò rende minima la quantità di sostanza medicinale rilasciata nei follicoli piliferi. Vi è inoltre una riduzione a livello metabolico che riduce l’assorbimento delle sostanze da parte del follicolo. L’apparecchio donato da Iom, fortemente suggerito dallo staff sanitario della struttura e in particolare dalla dottoressa Giovanna Cavazzini, è entrato in funzione in questi giorni.

Utilizza una unità refrigerante a cui sono collegati due caschi in silicone (ciò permette di utilizzarlo contemporaneamente su due pazienti); al suo interno scorre un liquido che mantiene la temperatura costante a -4C. Le cuffie refrigeranti vengono applicate secondo una tempistica individuata dall’azienda produttrice in relazione al tipo di trattamento chemioterapico. Esistono diverse misure di casco (da XS a XL) al fine di dare la copertura più adeguata ad ogni persona. Iom ritiene possibile che l’offerta di un sistema di controllo di uno degli effetti collaterali più temuti, dalle donne in particolare, possa migliorare la qualità di vita della persona e aumentare l’aderenza ai trattamenti proposti.

"Narrazione e cura: quando un malato racconta"

"Narrazione e cura: quando un malato racconta"

III Convegno Dipartimento Interaziendale Cure Palliative


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