Lo IOM dona altre 5 auto

Gazzetta di Mantova 19 aprile 2012

Si arricchisce ulteriormente il parco auto delle Cure Palliative del Poma, che hanno ricevuto in dono dallo Iom (Istituto Oncologico Mantovano) cinque nuovi automezzi per le cure domiciliari. Si tratta di cinque Fiat Panda, che vanno ad aggiungersi ai 10 mezzi già a disposizione del personale che quotidianamente presta assistenza ai pazienti curati a domicilio. Quest'anno Iom, associazione guidata da Attilio Anserini, ha sostenuto le Cure Palliative anche con altre acquisizioni: 10 materassi antidecubito ad alta performance, 2 armadi metallici, 2 librerie. La struttura Cure Palliative, diretta da Luciano Orsi, è stata inaugurata nel 2008: a giugno l'apertura dell'Hospice e a ottobre l'attivazione del percorso di ospedalizzazione domiciliare per le cure palliative oncologiche. L'obiettivo è quello di dotare il territorio mantovano di una rete in grado di far fronte al bisogno di cure palliative intercettando il maggior numero di malati con il proposito di migliorare la loro qualità di vita e dei loro familiari . Il bilancio di attività della rete è positivo. Il 2011 ha visto un incremento del 60% del numero di malati presi in carico. I malati assistiti quotidianamente sono circa 70, cioè triplicati rispetto al 2010.



Convegno Organizzato dallo IOM - Teatro Accademico del Bibiena 11 Maggio 2012

"Da sempre l’uomo è riuscito a parlare della morte tramite l’arte e cosi la morte è diventata uno dei temi centrali, se non il tema per eccellenza, dell’arte stessa. Acquisire la capacità di leggere l’evoluzione del pensiero artistico sulla morte è uno dei modi più efficaci per prendere un nuovo contatto con essa, superando la rimozione che la sociètà ha creato attorno al morire facendolo diventare un tabù. Il percorso di esplorazione della pittura e della musica può aiutare cittadini e operatori sanitari a superare questo tabù imparando a "vedere e parlare” di ciò che sembra impronunciabile."


Giuseppe De Martini Palliativista

 


Destinazione del 5 x 1000 dell'IRPEF

La continuità dell'impegno di questo Istituto nel perseguire l'attuazione di ogni intervento atto a migliorare la qualità di cura e di assistenza ai pazienti oncologici , si fonda sulla diffusa solidarietà che si esprime massimamente nell'ambito provinciale. Mi permetto, pertanto, di ricorrere alla vostra collaborazione per la diffusione dell' allegato messaggio.
Ringrazio per l’attenzione.
Attilio ANSERINI
Presidente IOM-Onlus


Donazione

GAZZETTA DI MANTOVA
QUOTIDIANO D'INFORMAZIONE FONDATO NEL 1664 MARTEDÌ 28 FEBBRAIO 2012


PER RICORDARE IL PARENTE SCOMPARSO

Famiglia dona 10 materassi speciali all'Hospice del Poma

 

Per ricordare il parente scomparso malato di tumore, una famiglia mantovana ha donato 20mila euro allo IOM, l'istituto oncologico mantovano che da anni offre assistenza ai malati oncologici attraverso una convenzione con l'azienda ospedaliera Carlo Poma. Con questa cifra l'associazione di volontariato ha acquistato dieci materassi speciali antidecubito per i letti dell'Hospice dell'ospedale cittadino, "Ancora una volta - spiega il presidente dello IOM  Attilio Anserini - registriamo un gesto di grande generosa e solidarietà da parte di una persona che, venuta a conoscenza

della necessità di dotare i letti dell'Hospice di materassi speciali, ha donato ventimila euro, pari al costo di acquisto dei dieci sistemi antidecubito".

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PERCORSO: “PELLE, TATTO, EMOZIONI: LA CONSAPEVOLEZZA NEL TOCCO”

L’ Istituto Oncologico Mantovano al fine di realizzare il conseguimento dei propri fini istituzionali, ha progettato e finanziato  in collaborazione con la direzione della Struttura Complessa Cure Palliative (UOCP) un nuovo percorso formativo rivolto al personale sanitario del reparto Hospice.

 

PERCORSO: “PELLE, TATTO, EMOZIONI: LA CONSAPEVOLEZZA NEL TOCCO”

Premessa:

L’aptonomia (dal greco hapsis “tocco" e nomos "regola") può essere definita come la scienza dell’affettività nel tocco. Iniziata circa 50 anni fa dal medico Frans Veldamn ,l’aptonomia  è nata valutando l’importanza del tocco fra madre e il nascituro. Da più di 10 anni è utilizzata con risultati molto soddisfacenti per un'altra epoca della vita, quella del tramonto. Il tatto come ricorda Lucrezio è il senso più antico, è il senso del corpo intero. E' il primo a svilupparsi e sta alla base della percezione sensoriale. Il tatto è l'organo di senso legato alla pelle e alla superficie del corpo ma, contrariamente alla vista e all'udito, ci fa sentire le cose “ all'interno " di noi stessi. La pelle è l'organo attraverso il quale possiamo conoscere, memorizzare, valutare e registrare tutte le percezioni a partire dal concepimento conservandone l'impronta. Il contatto fisico, dunque, è un bisogno fondamentale per la persona e lo è tanto più per un malato: toccando un malato non ne consideriamo solo il corpo bensì la corporeità animata da sensazioni, sentimenti, emozioni. Con il percorso che proponiamo, il tocco diventa un modo per trasformare la vicinanza in dialogo e in reciprocità in grado di conferire rispetto, ascolto, accudimento alla persona. Per queste ragioni può trovare uno spazio importante nell'ambito dell'équipe multidisciplinare di Cure Palliative che agisce in quella fase della vita in cui non si può più guarire ma si può ancora fare molto per la persona malata. Alla base del percorso “Pelle, Tatto, Emozioni”' come si è detto, vi è il contatto con l'altro che deve essere sempre all'insegna della trasparenza e della non invadenza. In campo sanitario è una sorta di "terapia del benessere" che ha lo scopo di:

umanizzare un ambiente spesso connotato da dolore, angoscia, fatica

facilitare l'ascolto del proprio corpo

aumentare la consapevolezza del proprio corpo

aiutare ad accettare i cambiamenti del corpo

favorire il rilassamento

migliorare la respirazione

decontrarre la muscolatura

Al fine di introdurre il personale a questa terapia del contatto è stato organizzato un percorso di formazione rivolto a medici, infermieri, OSS delle cure palliative della durata di 8 incontri Obiettivo generale dell'attività formativa:

• integrare e armonizzare il gesto di cura attraverso la pratica del contatto e del massaggio sperimentando direttamente le varie tecniche su se stessi

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