Poma al top per diagnosi mammografiche con tre nuovi strumenti di ultima generazione: ogni anno 400 donne si ammalano di tumore al seno

MANTOVA, 7 lug. - Sono circa 400 le donne mantovane che, ogni anno, sviluppano un tumore al seno. Fondamentale, per guarire, ladiagnosi precoce.

Per questo assume un significato ancora più importante l'adozione, da parte del Centro Mammografico dell'ospedale Carlo Poma di Mantova, di tre nuove strumentazioni d'avanguardia utili a rafforzare la diagnostica mammografica. Si tratta di un mammotone, unmammografo digitale con tomosintesi e un ecografo di alta fascia.

"Con queste nuove strumentazioni - ha spiegato questa mattina il direttore del reparto di RadiologiaLuigi Molani - il Centro Mammografico diventa punto di riferimento provinciale per lo screening, la diagnosi e la terapia dei tumori del seno. Cosa non di poco conto, siamo diventati anche un prototipo a livello regionale, visto che, purtroppo, in Lombardia non sono molte le strutture di questo tipo".

La dottoressa Susanna Carra, responsabile del Centro Mammografico dell'ospedale mantovano, ha spiegato le particolarità delle nuove attrezzature: "Il Mammotone - ha detto - permette di sostituire l'attuale prelievo manuale con ago tranciante, che comporta una serie di almeno 5-6 passaggi in successione, con un unico prelievo. L'ago viene guidato da un software che gestisce automaticamente la rotazione e il campionamento dei frustoli ago-bioptici. I vantaggi di questo sistema sono notevoli: un miglioramento della qualità dell'esame, che richiederà un minor tempo di esecuzione e comporterà meno traumi per la donna che vi si sottopone. Il Mammografo digitale con tomosintesi ha la particolarità di eseguire le scansioni in tre dimensioni, come la tac, e di fornire una maggiore sensibilità della diagnostica, ferma restando l'efficacia dei mammografi bidimensionali tuttora in uso. L'ecografo di alta fascia grazie a una sonda ad altissima frequenza permette di ottenere immagini particolarmente raffinate". Il Mammotone, un'apparecchiatura che costa 41mila euro, è stato donato al Poma dallo Iom (Istituto Oncologico Mantovano) rappresentato da Attilio Anserini.

Il Centro Mammografico del Poma è attivo dal 2001 e in questi anni si è dtato di strumentazioni sempre più all'avanguardia. Tra il primo primo gennaio e il 30 aprile di quest'anno 4.154 esami, di cui 605 di secondo livello per un totale di 5.285 prestazioni. Il numero di pazienti ambulatoriali è stato di 265, di cui 12 donne tra i 45 e i 50 anni. Nel 2014, invece, l'attività di screening ha registrato 296 ecografie e 9.189 mammografie (fuori dall'ambito screening, rispettivamente 7.735 ecografie e 7.404 mammografie).

Il tumore al seno colpisce 1 donna su 8 nell'arco della vita. Il programma di screening in provincia di Mantova registra percentuali di adesione di oltre il 70 per cento, con punte dell'80 per cento in alcune zone. Si rivolge alle oltre 55mila donne iscritte nell'anagrafe assistiti, in età compresa tra 50-69 anni, le quali ricevono al domicilio, regolarmente ogni 2 anni, l'invito per fare la mammografia. Ogni anno in provincia vengono effettuate circa 17.000 mammografie di screening e a oltre 700 donne si richiede di eseguire indagini aggiuntive o accertamenti per dubbio mammografico.

Da L'altra Mantova


AL CAMPIANI » SERATA PER IL REPARTO CURE PALLIATIVE

Dalla Gazzetta di Mantova del 16 Giugno 2015

AL CAMPIANI » SERATA PER IL REPARTO CURE PALLIATIVE

Musica e parole per un inno alla vita
Note e letture sul tema della perdita e dell’assenza da affrontare senza un carico di angoscia

Un brindisi "alla vita pie­na": è quello che il mari­to propone alla moglie ammalata di Alzheimer. Sono invecchiati, cambiati, insieme, e non c'è ipocrisia in quel por­gere il calice verso l'altro. 
E' uno dei momenti più intensi e romantici (perché no?) dello spettacolo andato in scena do­menica sera nel cortile del Campiani, per iniziativa dello stesso Conservatorio insieme al Centro Cure palliative, Iom, Oltre la siepe, Cortile dei gentili e associazione Maria Bianchi.

Un percorso di letture e mu­sica davvero bello, con testi letti da Giovanna Maiesta e Giulia­no Turone, e i giovani artisti del conservatorio: il pianista Loren­zo Ducange e l'Eccetera Saxophone Quartet, formato da Laura Chittolina, Marco Rizzi, Gabriele Zardo e Giampaolo Et­tari.

Uno spettacolo voluto, in particolare, dal primario delle cure palliative Luciano Orsi, con la dottoressa Paola Aleotti e tutta l'equipe. Volti sorriden­ti,! loro, di chi sa stare vicino al­le persone al termine della vita e che ha imparato quanta ric­chezza ci sia in quel tempo fina­le che non è inutile, ma pieno di sofferenzae talvolta di gioia e di affetti. Semmai è proprio la capacità di non fuggire che va coltivata, per se stessi e per le persone che si amano affinché - ha esordito in apertura il dot­tor Orsi - la perdita non aggiun­ga al dolore che la accompagna un altro carico di angoscia, che nasce dall'aver sempre rimos­so. “La morte arriva e anche se indaffarati, per lei il tempo lo dobbiamo trovare” ha scritto un altro degli autori scelti da Or­si e Carla Nicolini, e preparati in forma di lettura dalla regista Giovanna M aresta.

«Non si è capaci - ha detto Orsi - di esprimere l'importan­za della perdita, dell'assenza, del fine vita. Ma l'arte lo sa fare, ed eccoci stasera ad ascoltare prosa e musica».

Brani da A cuore aperto di Elie Wiesel, Sulla malattia di Virginia Woolf, l'emozionante racconto di Lisa Genova, Still Alice, da cui è stato tratto l'omo­nimo film con protagonista Julianne Moore, proposto nella serie organizzata dalle Cure pal­liative. E ancora Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio, Mar­guerite Yourcenar, Le memorie di Adriano e Seneca, La brevità della vita.

“Non conosci la tua anima, come puoi conoscere quella di un altro?”. Anche frasi come questa e altre riflessioni che si sono ascoltate hanno portato molti presenti a ricordare con serenità persone perdute o a ri­dare alla decadenza di un pro­prio genitore il senso che tatti riconobbero a Wojtyla sofferen­te. Coinvolgente, poi, lo sfogo della scienziata che si accorge dell'Alzheimer che avanza e rimpiange che non sia un tu­more con il quale la lotta sareb­be più a viso aperto.

La musica dei sax e del piano­forte si sono alternate come una naturale prosecuzione del pensiero, delle emozioni, con musiche di Nyman, Milhaud, Ligeti e Barber. Prima sotto il portico, con il fascino che tra­smette il poter vedere da vicino suonatori esibirsi con i loro strumenti; nel finale, invece, l1 Eccetera ha suonato dentro all'auladeU'organo dalla perfet­ta acustica. Così che la musica, dolcissima, arrivava da un altro spazio vicino ma inaccessibile.

Maria Antonietta Filippini

 

Cure estetiche per i malati oncologici: contributo dalla Regione

Gazzetta di Mantova  16 Maggio 2015

Cure estetiche per i malati oncologici: contributo dalla Regione

Iom, le pazienti trattate con chemioterapia riceveranno 150 euro per l’acquisto della parrucca. Il laboratorio attivato dall’associazione ha raddoppiato l’utenza nel 2014

l Laboratorio estetico di IOM Onlus (Istituto Oncologico Mantovano) ottiene un riconoscimento ufficiale da Regione Lombardia, che permetterà di ottenere un contributo per le cure estetiche alle pazienti oncologiche. Con Decreto del Direttore Generale DG Famiglia, Solidarietà sociale, Volontariato e Pari Opportunità (27 marzo 2015) è stato infatti approvato l’Elenco degli Enti del Terzo settore che operano nell’ambito della promozione e dello sviluppo sul territorio con azioni per migliorare la qualità della vita delle persone sottoposte a terapia oncologica chemioterapica e delle loro famiglie.

In questo elenco è stato iscritto anche l’Istituto Oncologico Mantovano, con riferimento al Laboratorio Estetico, attivato nel giugno 2012 nella sede dell’associazione. Il riconoscimento si tradurrà nell’erogazione di un contributo di 150 euro alle donne assistite con problemi di alopecia per l’acquisto della parrucca. "La vita è come uno specchio: ti sorride se la guardi sorridendo" è il nome del progetto ideato da IOM onlus in collaborazione con l'Azienda Ospedaliera, uno spazio attrezzato con un vasto campionario di parrucche, copricapo, cappelli, trucchi. L’attività è stata affidata a estetiste (Raffaella Gazzoni Daniela Bottoni) e parrucchiere volontarie in possesso di titoli di alta qualificazione ottenuti frequentando il corso di ‘Beauty Recovery Specialist’ nel Campus Biomedico di Roma e il corso per ‘Tecnico Estetista (Università di Ferrara – Dipartimento di Scienze Farmaceutiche e di Cosmetologia).  Il servizio è  coordinato dalla psicologa Paola Aleotti.

Negli anni 2012, 2013 l'attività consisteva nel consigliare parrucche, copricapi,  make up. Nella fase iniziale il servizio ha trovato qualche difficoltà ad essere utilizzato. Nonostante la promozione ad opera di volontari e personale sanitario, una sorta di ‘pudore’ o ‘timidezza’ sembrava trattenere le pazienti.

In questa prima fase di apertura 40 persone si sono rivolte al servizio, non sempre conosciuto fra i cittadini. Per tutte queste ragioni nel 2013 è stato organizzato un incontro con il personale dell'Oncologia e delle Cure Palliative per mettere a punto metodologie e strategie condivise. Con il personale dell'Oncologia (infermieri, OSS, medici, psicologa) è stato concordato un accesso fisso settimanale delle estetiste in day hospital nonché consulenze settimanali individuali in Laboratorio.

Cure pallative a domicilio per i malati non oncologici

L’assistenza estesa ai pazienti con Patologie cronico-degenerative

 

Nel mese di aprile la struttura delle Cure Palliative diretta da Luciano Orsi si attiverà anche con l’assistenza domiciliare ai malati affetti da patologie cronico-degenerative in fase avanzata e terminale di malattia. Quella del Poma un’iniziativa importava che porta i medici a casa del paziente. Non sarà un’assistenza solo specificata¬mente medica, ma anche psicologica e di vicinanza alla fa-miglia. «In questa fase della malattia - spiega Orsi - i farmaci sono necessari per la cura, ma è necessario anche un supporto morale. Questo tipo di estensione del servizio permetterà dunque di migliorare la qualità di vita dei malati e delle loro famiglie. Come interagiamo? Un primo approccio avviene attraverso il medico di famiglia che conosce il paziente e l’intera famiglia». Un estensione che permette al Poma di qualificarsi grazie ad un servizio aggiuntivo: «La nostra è una sfida - ha spiegato brevemente Stucchi - e contiamo di portare a casa la partita». Il servizio partirà ad aprile e al momento verranno seguiti due pazienti e si stima che sul territorio mantovano le assistenze domiciliari saliranno tra i 40/60: «Noi operiamo su tutto il territorio mantovano- spiega Barbara Speziali-e abbiamo altri due punti di supporto, uno a Castel Goffredo e l’altro a Pieve di Coriano. Alla mattina parte il giro di telefonate e ci mettiamo subito in viaggio per fare assistenza. Al momento siamo in 5 medici e 10 infermieri». Sempre nel corso della mattinata di ieri, in tema con il servizio d’assistenza, so-no state presentate le iniziative culturali del 2015. Quest’anno il tema principale sarà quello della perdita. In programma anche una rassegna cinematografica “Staccando l’ombra da terra” in collaborazione con il Cinema del Carbone. La rassegna propone “Giorni e nuvole” il 29 aprile, “Still Alice” il 13 maggio, “tra cinque minuti in scena” l’8 giugno. Il 29 maggio si celebrerà come di consueto la Giornata del ricordo in collaborazione con il Conservatorio Campiani e il Liceo Belfiore. Questi gli eventi principali, con i quali, la struttura ospedaliera intende promuove la cultura della cure palliative. (tom)

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